definizione
Letteralmente, dall’inglese, “sovraccarico emotivo”: con questa locuzione si suole indicare uno stato di sopraffazione e turbamento, spesso accompagnato da agitazione e sensazioni intense, motivato dalla presenza di profonde e vivide emozioni talvolta contrastanti, che rende difficile pensare razionalmente o svolgere le attività quotidiane; questo stato di distress e disconfort può essere l’effetto derivante da esperienze traumatiche o problemi relazionali, malattie o mal-esseri: rappresenta il sentirsi sopraffatti da emozioni che si accumulano e sembrano ingestibili, correndo il rischio di cadere in una spirale di frustrazione, tristezza o persino di completo blocco.
L’emotional overload è una forma di sovraccarico contraddistinta dal sentirsi sopraffatti dalle emozioni al punto da avere difficoltà ad affrontare la vita di tutti i giorni: in un certo senso può essere considerata una forma di sovraccarico funzionale o una patologia da overuse che anziché colpire il sistema osteo-artro-mio-fasciale si localizza sugli aspetti più reconditi dell’individuo, ovvero il suo io più profondo, sulle modalità di percezione della realtà, sul sentire e percepire, creando forme di surmenage o, letteralmente, un sovraccarico dovuto allo sforzo causato dal “male di vivere ogni giorno”, dal dover gestire gli stress o gli eventi traumatici, i problemi relazionali o, semplicemente, le troppe responsabilità, siano esse reali o semplicemente percepite; una condizione che nasce dal fatto che chi ne viene “colpito” ha raggiunto e superato i propri limiti, la capacità di carico che si sente in grado di sopportare, ovvero ha esaurito la capienza massima accettabile e percepisce che ogni pensiero, ogni gesto, diviene uno sforzo.
Perdere il controllo delle proprie emozioni può rivelarsi una situazione impegnativa, in grado di causare pensieri ricorrenti e sentimenti travolgenti, rendendo difficile la gestione delle normali attività quotidiane, in un certo qual modo assimilabile ad un burn-out che investe tutti gli ambiti della persona, che può diventare travolgente: il risultato di questo mal-essere, questa condizione morbosa, è il manifestarsi di irritabilità, ansia, tristezza o della sensazione di essere disconnessi, talvolta di obnubilamento del sensorio, associati a difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, incapacità decisionale, in vario grado ed a comportamenti di elusione ed evitamento, ritiro dalle attività sociali e dalle relazioni interpersonali; sul piano fisico si possono manifestare sintomi quali mal di testa (cefalea o emicrania), affaticamento, tensione muscolare e contratture, insonnia e parasonnie, alterazioni dell’appetito e delle funzionalità gastro-intestinali.
Molti fattori di stress nella tua vita, siano essi sociali, fisici o emotivi, possono contribuire al sovraccarico emotivo: talvolta chi soffre di questo profondo disallineamento del sé può reagire a situazioni normalmente poco significative con “scoppi emotivi” (“emotional outburst”), ovvero sfoghi o forti manifestazioni emozionali, talvolta improvvise ed intense, incontrollate o fuori luogo; lo stato di tensione continua, oltre a dolori muscolari diffusi, apparentemente inspiegabili, può essere fisicamente estenuante, portando ad un affaticamento cronico o prolungato, ad una forma di logoramento progressivo, associato in certi casi a sensi di colpa per le proprie emozioni o per l’incapacità di reazioni appropriate, afterthoughts (esprit de l’escalier), angoscia e disperazione per la propria situazione: rabbia o irritabilità improvvise, paura o senso di colpa, difficoltà di concentrazione e di portare a termine compiti anche semplici, attacchi di panico e ansia, affaticamento mentale e sintomi depressivi, cattiva qualità del sonno o insonnia, tutti in vario grado, sono possibili sintomi patognomonici dell’emotional overload.
In alcune persone, il distress si manifesta con un incremento della frequenza cardiaca (tachicardia), spesso associata alla presenza di extra-sistoli ed ad un aumento della pressione sanguigna; il mal di stomaco (pirosi, sindrome del L.E.S., reflusso gastro-esofageo, acalasia esofagea e cardiospasmo, aerofagia ed aerogastria), i problemi di digestione od i dolori intestinali (meteorismo, bloating, alterata peristalsi, stipsi o diarrea …), ma anche cistiti ricorrenti, sono spesso l’espressione della somatizzazione a livello del “cervello emotivo”.
gestione dell’emotional overload
Il supporto da parte di un professionista del ben-essere qualificato e competente dovrebbe essere considerato come una necessità in quanto, spesso, chi soffre di questa forma di disagio emotivo rischia di “avvitarsi su se stesso”, in una spirale di autocommiserazione, disconfort e ansia via via ingravescenti, innescando profezie auto-avverantesi: sicuramente un primo approccio non può esulare da ridurre, sia da un punto di vista somato-emozionale, sia da un punto di vista biochimico, l’effetto burn-out; tecniche quali il ciclo neuro-vascolare o l’allentamento dello stress emotivo, il reset temporo-vascolare o la normalizzazione del sistema cranio-sacrale permettono di ridurre, in prima istanza, il “carico energetico” e l’“emotional overload” connessi al distress ed al disconfort somato-emozionale tipici di queste situazioni, incrementando le capacità di coping. Le procedure di “reset” si rivelano uno strumento indispensabile per normalizzare l’organismo riducendo lo stato di eretismo o le manifestazioni di iperarousal che talvolta si innescano in risposta al perdurare della percezione di pericolo ed al dis-stress cronico.
L’artigiano della salute, qualora possegga le competenze specifiche, attraverso l’utilizzo del test muscolare, può aiutare nell’identificare i fattori scatenanti dello stress, le situazioni che in qualche modo inducono un senso di sopraffazione o di ansia, permettendo, attraverso tecniche specifiche, di osservare e comprendere le dinamiche alla base del disagio, di riconoscere le reazioni agli eventi e gli schemi comportamentali reattivi che si tende a replicare automaticamente, di identificare le possibili radici alla base della difficoltà a gestire le proprie emozioni, divenendo consapevole di possibili vulnerabilità.
Essendo lo stress un elemento cardine dell’incapacità soggettiva a gestire situazioni che possono apparire come ingestibili o superiori alle forze che si ritiene di possedere o che rappresentano richieste che appaiono come ineluttabili, l’azione del professionista del ben-essere deve necessariamente essere volta a ridurre gli stressor ed ad incrementare la capienza dell’organismo; una valutazione multidimensionale è sicuramente uno strumento efficace nel affrontare l’emotional overload, soprattutto se si tiene presente la necessità di riequilibrare i cateti del triangolo della salute, ovvero di bilanciare gli aspetti emotivi, in primis, con quelli somatici e con quelli biochimici: se la percezione di disconfort e distress aumenta la vulnerabilità al sovraccarico emotivo, la riduzione dello stress, agendo sugli effetti causati dalla sindrome di risposta generalizzata e dell’attivazione dell’asse H.P.A., rendono, il più delle volte, molto più gestibile la sensazione di sopraffazione emotiva, interrompendo l’effetto San Matteo negativo che frequentemente si instaura.
Per favorire il cambiamento da uno stato di emotional overload ad un atteggiamento di maggiore positività, una sorta di “terapia di supporto”, volta soprattutto a ridurre gli stati di ansia associati, può essere ottenuta ricorrendo a supplementi nutrizionali che possono essere considerati “ansiolitici”, seppur naturali; il disagio riconducibile alla sofferenza psichica ed emotiva, le tensioni somato-emozionali, il timore per un futuro incerto che rappresenta la proiezione sul futuro di paure del presente o traumi del passato, la concomitante presenza di stress cronicizzati, l’angoscia ed il senso di mal-essere (esistenziale) possono trarre beneficio dal supporto di nutraceutici: l’azione ansiolitica di particolari droghe naturali, fitocomplessi o complessi minerali e vitaminici è ben nota da tempo e può rivelarsi un atout importante per il professionista del ben-essere come un “sostegno” degli squilibri energetici, promuovendo un’azione riequilibrante e normalizzante.
Un innegabile vantaggio ottenibile dall’uso di integratori alimentari specifici è la possibilità di favorire il “reset” dei sistemi organici, senza indurre fenomeni di assuefazione o dipendenza tipici dei farmaci ansiolitici: integratori quali il BRAIN PLUS (NW-T-46), un nutraceutico nootropo, in grado di migliorare la performance cerebrale ed i disturbi dell’attenzione, o il COMPLETE BRAIN CHANGE (NW1540) miscela sinergica ad azione antiaging cerebrale ed antiossidante, utile per aiutare le capacità di concentrazione e le attività cognitive, incrementando la disponibilità di neurotrasmettitori (acetilcolina) sono sicuramente un valido aiuto. Nella gestione degli aspetti più associati alla tensione o alle manifestazioni depressive è possibili ricorrere a miscele di «smart drugs» in grado di migliorare l’equilibrio cerebrale: il SERENE RENEW (NW2806), deve essere considerato un valido strumento per ricreare un maggior senso di serenità somato-emozionale e per favorire il rilassamento, così come il TOTAL 5 HTP (NW2729), che incrementa la disponibilità di neurotrasmettitori (serotonina, tirosina e catecolammine) può essere considerato una sorta di “antidepressivo” naturale e “mood enhancer”, in grado migliorare il tono dell’umore.
Un discorso a parte merita lo SLP RENEW LOZENGE (NW2808) in grado di incrementare la disponibilità dell’acido γ-amminobutirrico (GABA) e di favorire la normalizzazione del sonno e migliorarne la qualità, aiutando nel recupero delle energie la persona ansiosa grazie all’intervento non solo sulle problematiche di insonnia o agripnia, ma soprattutto nei casi di parasonnia; anche il TOTAL BRAIN (NW2729) è un importante mezzo di riequilibrazione quando il dis-confort ed il dis-stress portano a fenomeni di logoramento, di decadimento intellettivo, con gravi ripercussioni sulla memoria, sulla lucidità mentale, sulla coordinazione ed espressione motoria e sulle capacità cognitive in genere, essendo in grado di apportare un insieme di smart nutrients e alimenti nootropi utili per migliorare le capacità intellettive: un vero e proprio “cibo per il cervello”, in grado di aiutare il sistema nervoso a migliorare la capacità di concentrazione, il tono dell’umore.
Sicuramente, non meno importante, il CLM-NRV (NW-T38) che, grazie alla sua azione normalizzatrice delle risposte del sistema nervoso, è una scelta di elezione qualora si presenti la necessità di ridurre l’iperreattività ne confronti di stimoli stressanti o algogeni, migliorando la risposta corporea nei confronti di dolori o tensioni corporee, con particolare efficacia a livello dell’area gastro-intestinale: la miscela di fitoestratti ansiolitici rilassanti può rivelarsi particolarmente utile nei casi di somatizzazione di angosce e stress, difficoltà a rilassarsi; pur non possedendo attività ipnotica, è in grado di migliorare la qualità del sonno, anche in bambini che presentino difficoltà ad addormentarsi o pavor notturni.