capienza

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ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2017 alle 13:31

Sostantivazione del participio presente latino capiĕnte, derivato da capĕre (→ prendere, contenere), indica la capacità di “far fronte” alle richieste energetiche, funzionali o biologiche a cui viene sottoposto l’organismo. Il termine, per associazione con il significato attribuito alla parola in ambito finanziario, indica la capacità di “garantire” una risposta adeguata, con la sicurezza di un “risultato positivo” come esito dell’evento. Descrive la possibilità di “contenere” l’evento o la richiesta a cui è sottoposto l’organismo, indicando, allo stesso tempo, la “misura”, il limite”, la “tolleranza”. Per certi versi il concetto può essere assimilato a quello di resilienza, ma, mentre quest’ultima descrive la capacità di assorbire in maniera elastica le forze agenti sul sistema somato-emotivo, la capienza rappresenta il “limite di sopportazione”; il concetto può essere associato alla capacità dell’organismo di gestire gli stress, come avviene, per esempio, nel sistema degli shock absorber, il complesso osteo-arto-mio-fasciale (ma anche emozionale) che permette di “ammortizzare” i traumi; l’isteresi elastica del “corpo”, inteso come complesso fisico-emotivo-spirituale. Se lo “spirito di resilienza” rappresenta la capacità di sopravvivere ai traumi, la capienza indica il limite “garantito” oltre il quale il corpo potrebbe non essere in grado di “sopportare ulteriori” carichi, divenendo, di fatto, incapiente.

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