aerofagia

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ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2017 alle 22:41

Dal greco αερο (aero → aria) e –ϕαγία (fagía), derivato da ϕαγεῖν, (fageín → mangiare). Disturbo caratterizzato dalla deglutizione involontaria di aria, talvolta in quantità notevole, tanto da poter produrre un forte aerogastria o meteorismo gastro-intestinale. Definita anche “malattia dei mangiatori d’aria”, spesso è caratterizzata dalle eruttazioni ripetute, che l’aeorofagico effettua per ridurre la tensione epigastrica: infatti l’aria introdotta con gli atti della deglutizione attraversa in parte l’esofago e viene poi riemessa, mentre una parte può essere ritenuta all’interno dello stomaco. L’aerofagia non dipende dalla produzione di gas da parte dello stomaco ma è l’esasperazione di un fenomeno fisiologico: tutte le persone ingoiano piccole quantità di aria, durante la masticazione, la deglutizione della saliva, di cibi e bevande, ma nei soggetti aerofagici, spasmi combinati dei muscoli della respirazione e della deglutizione ne comportano una introduzione eccessiva. Nell’infanzia una modica aerofagia è fisiologica, in quanto si produce nel lattante durante la suzione o essere indotta dalla suzione del dito o della tettarella. Negli individui adulti è frequentemente di origine nevrotica, tipicamente nei soggetti ansiosi. Spesso associata alla dispepsia nervosa, generalmente è seguita da eruttazioni, tensione addominale dolorosa, borborigmi, meteorismo ed aumentata flatulenza. Nei soggetti particolarmente ansiosi, l’aerofagia e la conseguente aerogastria possono determinare dilatazione acuta dello stomaco, seguita da senso di soffocamento, ansia, tachicardia ed iperventilazione, cardiopalmo e talora aritmia extrasistolica. Quando non è psicogena, può dipendere da affezioni delle vie digestive e biliari; nella gravidanza, le modificazioni ormonali associate a stimoli pressori esercitati dal feto possono essere responsabili del fenomeno. In tutti i casi di deglutizione di notevoli quantità di saliva si può verificare aerofagia: nei processi di rinite e sinusite cronica, a causa della difficoltà respiratoria; uso abituale ed eccessivo di bevande gassose, di bicarbonato e di chewingum, eccesso di fumo, tendenza a consumare frettolosamente i vari pasti (tachifagia) o come conseguenza dell’utilizzo di protesi dentarie non adeguate: in pratica in tutte le condizioni che possono indurre xerostomia (secchezza delle fauci) o scialorrea (abbondante salivazione). Anche l’ernia iatale può essere una causa di aerofagia.

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