Il “Cervello Trino”
ed il sistema
neuro-vascolare

ultimo aggiornamento: 9 agosto 2017 alle 0:42

cervello: un’entità una e trina

Per spiegare le modalità con cui il sistema nervoso interagisce con l’ecosistema interno e con l’ambiente che ci circonda, il neurologo e neuro-scienziato Paul Donald MacLean, ha elaborato la tesi che il sistema cerebrospinale sia, in realtà, una struttura trinitaria (“Triune Brain”), ovvero che pur apparendo come una unica entità, sia morfo-funzionalmente trino: nel suo volume dal titolo “Evoluzione del cervello e comportamento umano”, ipotizza la presenza di tre formazioni sovrapposte, frutto del processo filogenetico, con compiti differenziati.

Il cervello e le componenti sotto-corticali e spinali sarebbero suddivise in:

  • R-Complex definito anche Cervello Proto-Rettiliano, Archeo-Cortex, o, in alcuni testi, Archipallium: grossolanamente paragonabile al tronco dell’encefalo, da parti del mesencefalo, dal diencefalo e dai gangli della base è sede degli istinti primari, delle funzioni corporee autonome;
  • Sistema Limbico, conosciuto con i termini Cervello Paleo-Mammaliano, Paleo-Cortex o Paleopallium; comprende il lobo limbico, l’ippocampo, l’amigdala, i nuclei talamici anteriori e la corteccia limbica e rappresenta un progresso dell’evoluzione del sistema nervoso perché è in grado di sviluppare strategie adattative per affrontare l’ambiente.
  • Cervello Cosciente, chiamato Cervello Neo-Mammaliano, Neo-Cortex o Neopallium: consiste nelle strutture neocorticali e quelle del tronco cerebrale con le quali è primariamente connesso; è la sede del pensiero cosciente e del linguaggio, elabora strategie e nuovi comportamenti che permettono di affrontare situazioni nuove ed inaspettate, è associato all’autocoscienza, alla concezione dello spazio e del tempo, al concetto di causalità, di costanza e di sincronicità.

cervello: tripartizione secondo Paul Donald MacLeanIn pratica l’idea alla base di questa interpretazione, è che il cervello si sia sviluppato attraverso un processo di stratificazioni successive, come quando si crea un covone di paglia, in cui gli strati che lo formano si poggiano su quelli precedenti: le strutture originarie, più arcaiche, semplicemente vengono “ricoperte” da altre più moderne che sovrappongono integrazioni, aggiunte funzionali ed estensioni, in grado di effettuare elaborazioni più articolate, senza che avvengano radicali modifiche strutturali (una teoria che ha un analogo con l’architettura di sussunzione dell’intelligenza artificiale).

Il modello di riferimento è il processo evolutivo dominante in natura, basato su meccanismi conservativi, come avviene, ad esempio, nello sviluppo del genoma dove le differenze fra specie evolute e animali più primitivi sono, tutto sommato, minime: nel DNA, infatti, la diversificazione ed evoluzione delle specie non corrisponde tanto ad una sostanziale modifica del codice genetico, ma piuttosto all’incremento delle sequenze che controllano l’espressione dei geni. Allo stesso modo il sistema nervoso meno evoluto non viene sostituito, ma integrato da strutture con compiti di controllo della funzioni.

francesco gandolfi

continua → Triune Brain: un modello interpretativo (pagina 2)
→ R-Complex: l’istinto di sopravvivenza (pagina 3)
→ ccc (pagina 4)