cervello emotivo

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definizione

Questa locuzione può essere riferita a due “strutture” differenti, ovvero il sistema limbico oppure il sistema metasimpatico che circonda l’apparato gastrointestinale (chiamato spesso “secondo cervello”).

il sistema limbico

Secondo la teoria proposta dal neuroscienziato Paul D. MacLean, negli anni ’60, il cosiddetto “triune brain”, il sistema limbico evolutivamente è una sovrastruttura del cervello rettiliano, rappresentando una tappa importante nello sviluppo dei mammiferi: coinvolto nella gestione delle emozioni, nel comportamento sociale e nell’elaborazione delle informazioni sensoriali, collega il cosiddetto cervello rettile (responsabile dei comportamenti istintuali di base, come la sopravvivenza, la riproduzione e la difesa del territorio, responsabile del controllo delle funzioni corporee essenziali e di base) al cervello corticale (la parte più evoluta del cervello umano, responsabile del pensiero consapevole, della ragione, del linguaggio e della capacità di pianificare e prendere decisioni complesse), fungendo da ponte “intermedio” tra le funzioni primitive e quelle più complesse.

La sua posizione di collegamento “intermedio” tra le funzioni primitive e quelle complesse conferisce al cervello limbico un ruolo chiave nel modellare il nostro comportamento e la nostra esperienza emotiva: il cervello emotivo svolge molte funzioni cruciali nel nostro sistema nervoso, essendo responsabile dell’elaborazione delle informazioni emozionali, dell’apprendimento legato alle emozioni e della regolazione delle risposte emotive, oltre ad essere coinvolto nell’integrazione delle emozioni con la memoria, la motivazione e l’attenzione, fornendo una base per la nostra esperienza emotiva complessiva.

Secondo il neuroscienziato statunitense Joseph Le Doux, nel suo libro “Il cervello emotivo: alle origini delle emozioni”, afferma che le emozioni sono funzioni biologiche del sistema nervoso: il cervello emotivo è un sistema causale che riceve in ingresso segnali fisiologici (sensoriali) e produce in uscita risposte comportamentali, autonome e ormonali: il sistema limbico è costituito da strutture cerebrali interconnesse che coordinano il percepire, il prendere consapevolezza, il controllare e l’esprimere le emozioni; tra le varie strutture che compongono il cervello emotivo, particolare rilevanza assumono l’Ippocampo (sede della memoria emotiva perché permette di ricordare le informazioni sensitive-sensoriali relative agli eventi vissuti), l’amigdala (il principale centro in cui vengono gestite le emozioni e dove ha origine la paura), l’ipotalamo (i cui corpi mammilari ricevono impulsi dall’amigdala e dall’Ippocampo e le trasferiscono al talamo). Viste le connessioni tra queste zone cerebrali è difficile stabilire con precisione il lavoro specifico effettuato da ognuna di esse: vi è quindi una cooperazione che permette di eseguire l’importante funzione della regolazione emotiva.

il secondo cervello

Le emozioni non solo vengono  “elaborate” a livello del sistema limbico, ma sono anche “somatizzate” visceralmente: è ormai ben noto che esiste un profondo legame tra il cervello e l’intestino, sia per l’estensione della rete neurale, costituita dal sistema metasimpatico (sistema nervoso enterico), che circonda i visceri, sia per la produzione di neurotrasmettitori e sostanze psicoattive che qui vengono prodotte; le fibre neuronali presenti a livello gastrointestinale costituiscono un vero e proprio sistema nervoso operante in completa autonomia, e che indipendentemente dall’ingerenza del sistema nervoso centrale, è in grado di dare vita ad azioni specifiche, come le contrazioni intestinali o il rilascio degli enzimi digestivi. L’intestino può anche integrare ed elaborare gli stimoli, sia interni che esterni, che il corpo riceve e interagire con il sistema nervoso centrale,  attraverso un vero e proprio scambio di informazioni che viene mediato dal cosiddetto “sistema psico-neuro-immuno-endocrino”.

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