stimolo

ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 alle 0:28

definizione

Dal latino stimŭlus (→ pungolo, incitamento), derivato dal greco στίζω (stízo → pungere): sollecitazione, impulso a soddisfare una necessità fisiologica, condizione capace di indurre un mutamento dello stato fisico-chimico o dell’attività di un organismo o di parte di esso, agente in grado cioè di provocare eccitazione. La risposta dipende essenzialmente dalla sua intensità, che deve essere superiore a un valore minimo (valore di soglia), al disotto del quale è inefficace (stimolo subliminale); uno stimolo, per avere effetto, deve essere prolungato per un tempo sufficiente: più è intenso, minore è la durata necessaria per scatenare una risposta. In ambito psicologico, gli stimoli possono essere considerati come mutamenti identificabili nelle condizioni ambientali che, attraverso l’eccitazione degli organi sensoriali, sono in grado di determinare una reazione nell’organismo o condizioni che determinano il comportamento sociale.

effetti della stimolazione

La reazione corporea ad uno o più stimoli si verifica poiché gli organismi sono forniti di tessuti e cellule eccitabili (recettori) che variano il loro stato quando vengano “innescati”: l’eccitazione sensoriale determina l’attivazione del sistema nervoso, suscitando una cascata di eventi neurologici, fisico-chimici o comportamentali. Attraverso le vie afferenti, l’impulso viaggia verso il sistema nervoso centrale, dove viene elaborato: esistono differenti livelli di integrazione del segnale: in parte viene elaborato a livello dei neuromeri dove risiedono le cellule sensitive, dando luogo ad archi riflessi locali; una parte dei messaggi nervosi vengono veicolati alle aree superiori encefaliche, facendo, a volte, stazione in gangli di smistamento, o ricevendo lungo il percorso ulteriori afferenze che si possono sommare o sovrapporre.

L’integrazione dei segnali nervosi e la loro elaborazione è il passaggio necessario per trasformare la percezione periferica in sensazione, che può o meno, raggiungere la nostra attenzione: non tutte le informazioni di cui siamo consci raggiungono la nostra consapevolezza; indipendentemente dal fatto che siamo o meno consci di ciò che percepiamo o sentiamo, il corpo mette in atto strategie adattative per rispondere in maniera adeguate ed nel modo più efficace possibile a queste variazioni del nostro ecosistema (interno o esterno), attraverso il sistema neuro-immuno-endocrino o tramite l’azione del sistema motorio.

distorsione dello stimolo

La reazione corporea ad uno o più stimoli si verifica poiché gli organismi sono forniti di tessuti e cellule eccitabili (recettori) che variano il loro stato quando vengano attivati dalla loro azione: l’eccitazione sensoriale determina l’attivazione del sistema nervoso, innescando una cascata di eventi neurologici, fisico-chimici o comportamentali; in alcuni casi l’impulso chimico-fisico che attiva le terminazioni nervose può non essere riconosciuto a livello cosciente, mentre in altre occasioni la risposta all’informazione sensoriale induce iperestesia, disestesia o parestesia.

Talvolta si può verificare alliestesia, fenomeno psicofisiologico per cui la percezione di uno stimolo cambia in base allo stato interno dell’organismo: in generale, una spinta capace di migliorare lo stato interno del nostro corpo verrà percepito come piacevole, mentre una perturbazione che disturba l’equilibrio interno del nostro corpo (omeostasi), verrà percepito come sgradevole o doloroso; esistono anche sollecitazioni che possono avere un effetto negativo sul ricevente e per questo sono detti stimoli avversivi.

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