sindrome di Tietze:
un dolore localizzato
all’angolo di Luis

ultimo aggiornamento: 20 settembre 2017 alle 19:47

Descritta per la prima volta dal chirurgo tedesco Alexander Tietze, nel 1921, è una forma flogistica delle cartilagini costali e sternali, che provoca dolore, gonfiore e senso di intorpidimento in corrispondenza delle sedi colpite: un’infiammazione benigna ed, in genere, autolimitante e non suppurativa; è localizzata prevalentemente a livello delle cartilagini costo-condrali (cartilagini presenti a livello costale) e costo-sternali superiori (articolazioni che uniscono le costole allo sterno) o sterno-clavicolari (giunzione fra lo sterno e la clavicola); spesso risulta molto dolorosa per chi viene colpito. Il manubrio sternale e le articolazioni xifo-sternali sono meno frequentemente colpite; non tutte le cartilagini sono soggette alla Sindrome di Tietze: l’area posta tra la seconda e la terza costola è statisticamente più suscettibile all’infiammazione, rispetto alle altre zone. 

Anche se un tempo erano considerate patologie distinte è ora riconosciuta come una grave forma di osteocondrite; talvolta  la costocondrite viene scambiata erroneamente per questa sindrome, ma generalmente l’infiammazione delle cartilagini costali e sternali è meno localizzata, non presenta gonfiore e, spesso, ha un’eziopatogenesi nota: un’infezione patogena; un forte trauma al petto; come conseguenza di uno sforzo fisico eccessivo o in associazione a disturbi molto più seri, come l’artrite reumatoide, l’osteoartrite, la spondilite anchilosante, la scoliosi o un tumore o un trauma fisico.

Le manifestazioni cliniche comprendono l’insorgenza di un dolore che si sviluppa in modo graduale, che partendo dalle costole si irradia direttamente sullo sterno; il sintomo è di intensità variabile, localizzato nella parete antero-superiore del torace, spesso associato a gonfiore delle cartilagini costali interessate, che assumono un aspetto fusiforme e morbido alla palpazione. Generalmente le manifestazioni dolorose sono nel distretto dermalgico innervato dalle fibre afferenti coinvolte dal processo flogistico, anche se il dolore può irradiarsi alla spalla, al braccio e al collo; generalmente è localizzato e rendendo facilmente individuabile e circoscrivibile l’area infiammata. La sintomatologia algica è, spesso, aggravata dal movimento della parete toracica, da starnuti, tosse, respirazione profonda, flessione, sforzo e posizione prona; cambiamenti climatici, ansia, preoccupazione, e la stanchezza possono esacerbare i sintomi. Il dolore è solitamente unilaterale, senza un emisoma preferenziale; dopo qualche settimana dall’insorgenza, la sensazione dolorosa comincia a divenire intermittente, alternando momenti di benessere a periodi in cui, chi è colpito da questa sindrome, è particolarmente sofferente. Un altro sintomo piuttosto comune è un complessivo senso di intorpidimento sulla zona colpita dalla sindrome che, con il passare del tempo, manifesta una riduzione progressiva della sensibilità al contatto ed un incremento del senso di indolenzimento. La contemporanea esistenza di dolore, gonfiore intercostale e parestesia ingravescente, sono un segno inequivocabile della presenza Sindrome di Tietze. 

Nonostante le ricerche svolte, le cause della malattia rimangono ancora sconosciute: alcune possibili cause associate alla Sindorme di Tietze, sono le infiammazioni delle vie aeree superiori (sinusite o laringite), tosse o conati di vomito forti e ripetuti (che stressano fortemente la regione toracica); traumi diretti al torace (come, ad esempio, nel trauma causato dalla cintura di sicurezza, in caso di incidente) o eccessiva tensione al torace, causata da eccessivi sforzi fisici; sequele di radioterapie toraciche o mammarie (possono manifestarsi anche a distanza di anni). Sebbene possa insorgere a qualsiasi età, viene riscontrata più frequentemente negli individui (sia uomini sia donne) con età inferiore a 40 anni; pur non essendo un disturbo particolarmente grave, se non viene curata adeguatamente rischia di diventare cronica, per la presenza di recidive. Poiché l’esercizio fisico e i lavori di una certa intensità acuiscono i sintomi, in particolar modo il dolore, è bene osservare un periodo di riposo, in modo da evitare di stressare l’area del torace infiammata.