meteorismo

ultimo aggiornamento: 27 Settembre 2020 alle 10:31

definizione

Disturbo gastrointestinale causato dalla distensione addominale, provocata da una eccessiva produzione o accumulo sovrabbondante di gas nel tratto gastroenterico: alla presenza della stessa quantità di gas, ci sono persone che manifestano i sintomi, mentre altre non lamentano disturbi, per cui esiste un grado di sensibilità e un livello di tolleranza individuale; il lemma, derivato dal greco μετεωρισμός (meteōrismós → sollevamento, gonfiore), derivato da μετεωρίζω (meteōrízō → sollevare), può essere considerato un sinonimo di bloating.

fisiopatologia

Generalmente il gas è prodotto nel tratto intestinale costantemente; parte dei gas entrano nell’organismo attraverso la deglutizione (aerofagia), altri vengono prodotti dalle reazioni biochimiche, una parte è dovuta ai fenomeni fermentativi e putrefattivi del materiale fecale da parte del microbiota gastrico (aerogastria) o intestinale (flatulenza): la quantità dei gas è regolata dall’assorbimento dalla parete intestinale (con conseguente escrezione respiratoria), o dal transito intestinale e dall’evacuazione del gas in eccesso per via anale (flato o peto).

L’intestino, grazie alla peristalsi, mette in movimento i gas prodotti insieme al materiale fecale, in modo da evacuarne l’eventuale eccesso: quando vi è un rallentamento della propulsione, si tende a manifestare la stitichezza e la formazione di sacche gassose. Anche lo sfintere anale gioca un ruolo nel rilascio di gas per via rettale: in presente di discinesia addomino-pelvica, lo sfintere non si rilascia, impedendo la normale evacuazione del gas grazie all’associazione fra la leggera contrazione dei muscoli addominali ed il rilasciamento dell’ano.

Quando il gas prodotto diviene eccessivo per aumentata produzione, per ridotta eliminazione o in caso di distribuzione anomala, genera un senso di tensione addominale: può causare disturbi locali o distrettuali (meteorismo, localizzato o regionale), oppure un quadro generalizzata all’intero organismo dovuto alla compressione degli organi extra-intestinali. L’area dove più frequentemente si accumula gas in eccesso è, ovviamente, l’intestino («meteorismus intestinalis»): la ritenzione dei gas nell’intestino tenue dà una sintomatologia più marcata e più dolorosa di quella nel colon. Quando l’accumulo di gas risale nel tratto gastro-intestinale e non viene evacuato, ad esempio attraverso la flatulenza, si può manifestare una sintomatologia gastrica («meteorismus stomachi») dando luogo a complicanze, tra cui il rigonfiamento dell’addome stesso.

Il nome meteorismo deriva dal greco meteoros, che indica l’atto di sollevare o il salire  in alto sottolineando,  appunto, la risalita del gas: può essere semplicemente un sintomo dipendente da disbiosi, dalla riduzione della velocità del transito intestinale che può essere più lenta, come nella costipazione, con conseguente incremento di produzione di gas, o da una alimentazione eccessivamente ricca di fibre alimentari, soprattutto pectina, mentre la cellulosa ha minori effetti. La composizione alimentare inadeguata, come l’eccesso di fibra alimentare, di lattosio e di legumi, può determinare il problema; l’introduzione di componenti alimentari non completamente digeribili o irritanti per la mucosa intestinale (caffeina, alcol, lassativi osmotici) possono determinare il quadro sintomatologico.

Le cause del meteorismo possono essere patologie anatomo-funzionali dell’intestino, come le malattie infiammatorie o degenerativa, oltre che da sindromi funzionali; le infezioni, le parassitosi o le tossinfezioni alimentari sono fra le cause organiche più frequenti. Motivo di meteorismo possono essere anche le manifestazioni di natura psicosomatica, legate a stati emotivi con conseguente rilascio di catecolamine, l’aerofagia ovvero  l’ingestione di aria durante la deglutizione, oppure l’ipersensibilità riflessa con un quadro di iperalgesia viscerale e dolore neuropatico: qualora si osservi un meteorismo localizzato, si deve sospettare la presenza di una occlusione intestinale, essendo un segno patognomonico.

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