stipsi

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ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2016 alle 12:40

Dal greco στψις (stýpsis), derivato da στύϕω  (stýfo→restringere, condensare, contrarre, accatastare, ammucchiare insieme); spesso si utilizza come sinonimo il termine stitichezza (dal greco στυπτικός, styptikós→astringente) o costipazione (dal latino constipatiō:  cum→insieme e stipere→premere). Disfunzione caratterizzata dalla diradata e insufficiente evacuazione fecale, dovuta a una rallentata progressione del contenuto fecale del grosso intestino, spesso associata ad alterazioni dello svuotamento dell’ampolla rettale. Esistono due forme di stipsi: la prima può essere definita “stipsi da propulsione”, comunemente definita “stitichezza”, legata effettivamente al rallentato transito, per alterazione della motilità dell’intestino crasso, riferibile ora a scarsa validità delle contrazioni del colon (stipsi atonica), ora a contrazioni eccessivamente prolungate o troppo energiche (stipsi spastica), che portano invariabilmente alla disfunzonalità neuro-muscolare delle cellule pace-maker dell’intestino. La seconda è la “stipsi da espulsione”, tecnicamente definita da “out-flow”, dove il problema è riconducibile ad una alterata capacità di evacuazione e ad un’alterazione delle funzioni neuro-enteriche del tratto finale del retto.

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