la goccia
che fa traboccare …
(proverbio)

ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2018 alle 16:40

… una stilla …

… una piccola goccia, che cade …

… piccola, quasi insignificante, ma insistente fino al punto di poter scavare il sasso …

… una goccia, una piccolissima quantità … quasi banale, scontata, perfino futile, priva di interesse … eppure, la piccola goccia, a lungo andare, è in grado di riempire ogni vaso, al punto tale che nemmeno “il fiume più copioso non può aggiungere una goccia d’acqua” (Lev Tolstoj)

… una piccola insignificante goccia, che, assieme alle sue consorelle, goccia dopo goccia, è capace di far traboccare il vaso .. perché la misura è colma! … quando si esaurisce la capienza, non si può che straripare, provocando una reazione che si manifesta decisa, subitanea, violenta: una risposta che innesca una cascata di eventi … una piccola goccia che, nella sua apparente inconsistenza, diviene il fattore scatenante.

→ continua …

“ogni male
ha il suo colpo di ritorno„
(Alda Merini)

ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2018 alle 0:53

il colpo della strega

… un attacco di lombalgia acuta, un dolore particolarmente intenso, spesso lancinante, localizzato nella parte inferiore della schiena, che toglie il respiro; un senso di compressione e tensione che ti costringe a bloccarti nella posizione in cui la fitta dolorosa ti ha paralizzato … uno spasmo che ti induce a cercare un letto, una sedia, un punto di appoggio, il più vicino possibile, a cui appoggiarsi per non perdere l’equilibrio e lenire la sofferenza … ma che allo stesso tempo ti obbliga a rimanere immobile, che ti spinge a limitare i movimenti per evitare ulteriore dolore …

→ continua …

“la scienza
non è che la spiegazione
di un miracolo
che non riusciamo mai
a chiarire,
l’arte
è un’interpretazione
di quel miracolo„
(Ray Bradbury)

ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2018 alle 16:31

Uno degli strumenti fondamentali per effettuare approfondite analisi degli squilibri corporei e ottimizzare i processi di riequilibrazione, offerto dalla Kinesiologia Transazionale®, è sicuramente l’utilizzo del test muscolare, cioè di un mezzo per la valutazione funzionale delle risposte neuro-motrici. test muscolare: valutazione del muscolo gran dorsale

Parliamo di una scienza, o meglio di un’arte, dove si utilizzano i muscoli come strumenti diagnostici: la professionalità dell’operatore consiste nella capacità di attivare il minor numero possibile di “unità motorie“, per sfruttare le reazioni funzionali come indicatori “neurologici”, al fine di valutare gli effetti somato-emozionali o energetici indotti da differenti tipi di stress: i muscoli rappresentano effettori, cioè strumenti per riscontrare le modalità espressive ed adattative del sistema nervoso.

Molte persone confondono il test muscolare con una prova di forza: ciò che viene ricercato, nell’effettuare una moderata pressione su un arto, non è quanta forza o resistenza una persona possa opporre alla spinta che l’operatore esercita su un braccio o su una gamba, ma, piuttosto, verificare se la somma degli elementi in esame, porti a evidenziare, attraverso l’incapacità di rispondere alla sollecitazione del test, una temporanea incapacità da parte del “sistema corpo” di far fronte ad uno stress.

In pratica si sta valutando in che modo uno o più stressor siano in grado di ridurre o modificare la capacità del corpo di adattarsi, la sua “capienza“: il riscontro di tale verifica si manifesta attraverso una variazione dall’effettore (il muscolo sottoposto a test), che risulta incapace di “replicare” in maniera appropriata: il cosiddetto muscolo indicatore OFF o scarico o debole … terminologie improprie, che rendono comunque l’idea di come un’alterazione della capacità omeostatica del corpo, a livello energetico, induca una evidente risposta corporea, sotto forma di incapienza.

In pratica il test muscolare come indicatore neurologico.

francesco gandolfi

“da qualche parte,
qualcosa di incredibile
è in attesa
di essere scoperto„
(Carl Sagan)

… il mio neonato
ha la testa
che sembra ammaccata!

ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2019 alle 11:22

“mi sembra che mio figlio abbia la testa strana, un po’ deformata … in pratica ha la testa appiattita … romboidale … secondo lei, mi devo preoccupare?„

No, non particolarmente …

… anche se parliamo di plagiocefalia, di scafocefalia, di oxicefalia o acrocefalia … parole che suonano strane ed un po’ spaventanti, ma che in fondo significano, semplicemente, che la testa del nostro neonato è un po’ stretta ed allungata verso l’alto oppure un po’ a cuneo o romboidale  … insomma che non è quella bella testina più o meno tonda che ci saremmo aspettati!

… “ma siamo sicuri che non mi devo preoccupare?„ … “è possibile fare qualcosa?„

Iniziamo col dire, prima di tutto, che questa deformazione del cranio neonatale, spesso, non deve farci preoccupare più di tanto! … e che, volendo, è possibile intervenire senza rischi per il neonato o per il bambino, attraverso una tecnica delicata e non invasiva, che può rivelarsi risolutiva.

→ continua …