pirosi

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ultimo aggiornamento: 11 giugno 2018 alle 22:51

Dal greco πύρωσις (pýrōsis → bruciore, combustione), derivato da πυρόω (pyróo → fuoco, arsura) e –ωσις (-ōsis è una desinenza sostantiva verbale, che indica uno stato): patologica sensazione di bruciore e/o dolore precordiale o epigastrico, talvolta irradiata dal cardias fino al faringe, talvolta accompagnata da eruttazioni e rigurgito di materiale acido dal gusto acre, spesso accompagnato da scialorrea ed eventualmente reflusso gastro-esofageo. La pirosi gastro-esofagea può essere una causa eziopatogenetica dell’insorgenza di fenomeni irritativi dell’albero bronchiale: la presenza di rigurgito di materiale gastrico, che accompagna o causa la pirosi stessa, o il transito di gas acidi, conseguenti al riflesso eruttativo, che risalgono nella porzione inferiore dell’esofago, per la presenza di beanza del L.E.S. o incontinenza del U.E.S. possono portare sostanze ad azione pro-infiammatoria a livello della faringe, con conseguente flogosi del segmento laringo-tracheale o dei bronchiale. In genere il bruciore si manifesta nell’ipercloridria (per sovrabbondanza di acido cloridrico libero), o, paradossalmente, nell’ipocloridria e nell’achilia gastrica, in quanto la mancata acidità gastrica induce fenomeni fermentativi e putrefattivi del chimo gastrico, con conseguente produzione di acidi ed alcoli, che incrementando l’acidità dell’ambiente gastrico e la formazione di gas, portano alla formazione di aerogastria. La sensazione di bruciore può insorgere spontaneamente o come conseguenza dell’ingestione di alimenti irritanti o dell’assunzione di di farmaci: è nota sia la relazione fra la gastrite ed i FANS o gli steroidi e la relazione fra l’infiammazione cronica dello stomaco e l’insorgenza di pirosi gastro-esofagea; quando è secondaria a malattie come l’esofagite da reflusso, in genere, compare quotidianamente e qualsiasi cofattore eziologico o fattore scatenante è in grado di facilitare il reflusso: il semplice atto di flettersi in avanti, chinandosi, può scatenare la comparsa del disturbo. Condizioni fisio-patologiche che ostacolano lo svuotamento gastrico, il decubito notturno, la presenza di ernia iatale (propria o ernia da scivolamento) possono incrementare la percezione della pirosi, provocando distonie neuro-vegetative, facilitazioni segmentali con interessamento della funzionalità del muscolo diaframma, disestesia o iperestesia nella zona del cardias: spesso il quadro irritativo funge da spina irritativa facilitando l’insorgenza di extra-sistoli, tachicardia o fibrillazione atriale, dispnee o senso di oppressione toracica; l’attivazione di riflessi vago-vagali può innescare una sintomatologia piuttosto variegata ed eterogenea, che può comprendere sintomi cefalici come l’emicrania, la lipotimia o l’obnubilamento del sensorio o viscerali a carico dell’intestino tenue e del colon. Invariabilmente si riscontra l’interessamento del segmento cervicale, con possibili cefalee muscolo-tensive, cervicalgie e compressione dell’area sub-occipitale. Le possibilità di intervento della Kinesiologia Transazionale® sono molteplici e decisamente efficaci, potendo intervenire sia per ridurre le manifestazioni di ipertono del sistema nervoso simpatico, sia nelle situazioni di disagio somato-emozionale: l’utilizzo di tecniche come l’allentamento dello stress emotivo o il ciclo neuro-vascolare sono in grado di ottenere miglioramenti sintomatologici significativi e duraturi; il Cranio-Sacral Repatterning®, attraverso il reset temporo-vascolare o la normalizzazione del ritmo cranio-sacrale può facilitare la riappropriazione dell’equilibrio somato-emozionale ed incrementare la forza vitale individuale.

 

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