stressor

ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 alle 0:26

definizione

Letteralmente “agente stressante”, definibile anche come il “fattore scatenante” in grado di innescare una risposta di stress: può essere considerato uno stimolo più o meno violento, di qualsiasi natura, in grado di attivare una serie di fenomeni neuro-ormonali, fra i quali predomina l’intensa attività secretoria della corteccia surrenale, finalizzati a ritrovare l’omeostasi dell’organismo o a favorire un processo allostatico.

Si deve al neuro-endocrinologo Hans Hugo Bruno Selye, nel 1956, l’utilizzo e la definizione di stress per descrivere la Sindrome Generalizzata di Adattamento, e la definizione di “stressor”, cioè dell’elemento in grado di innescare la cascata di eventi adattativi, caratterizzata dall’attivazione dell’asse ipofisi-ipotalamo-corticosurrenale, che si attua indifferentemente dalla tipologia delle noxae causali, siano esse fisiche, chimiche, biologiche psicologiche, somato-emozionali o spirituali.

Gli stressor possono essere fisici, metabolico-alimentari, affettivi, psicologici, ambientali o dipendere da pressioni socio-culturali: vengono percepiti soggettivamente come senso di urgenza, indipendentemente dal fatto che siano reali o dipendano da una pulsione individuale. Oltre alla natura dell’agente stressante sono rilevanti l’intensità, la frequenza, la durata dello stressor ed il “timing“: fattori stressogeni che superano la capienza dell’organismo, possono portare l’individuo allo stress cronico e alle malattie a esso associate.

Lo studio della reazione di stress nell’uomo ha messo in luce l’importanza di due fattori chiave, rilevanti quanto lo stimolo stressante stesso: l’attivazione emozionale e il ruolo dei fattori cognitivi la reazione biologica di stress, ed in particolare l’aumento del cortisolo nel sangue, è innescata non tanto dallo stimolo di per sé quanto dalla reazione emozionale che esso suscita. Sul piano neurofisiologico tale reazione è dovuta all’attivazione di strutture cerebrali a livello limbico-ipotalamico e ipotalamico-ipofisario, cui consegue tutto il complesso delle modificazioni dell’equilibrio neurovegetativo, neuroendocrino e immunitario: il ruolo dei fattori cognitivi è determinante nella genesi della reazione di stress e nella differente reattività individuale a uno stesso tipo di stimolo.

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