obnubilamento percettivo

ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2017 alle 21:52

Il termine “obnubilamento” deriva dal latino obnubilare, formato dalla preposizione ob-, in questo caso con il significato di “a causa di” e da nubilare (→ essere nuvoloso); percettivo, viene utilizzato come sinonimo di “sensorio”, lemma derivato dal latino sensorium che proviene da sensus( →senso), intendendo l’insieme delle percezioni sensoriali, che riguarda, cioè, gli organi e l’attività dei sensi. Nell’antichità il sensorio era considerato il centro comune delle sensazioni, la parte del cervello che sente e che si distingue da quella che pensa e da quella deputata alla motricità: veniva utilizzato nella locuzione aristotelica κοινὸν αἰσϑητήριον (che potrebbe essere assimilabile alla propiocettività ed alla cenestesi), designante l’organo che determina la «sensazione comune» (κοινὴ αἴσϑησις), o una forma rudimentale di coscienza che corrisponderebbe alla confluenza delle varie attività sensitive e sensoriali, in una concezione fisiologica e gnoseologica, ponendo l’enfasi sulla consapevolezza delle esperienze sensibili. Attualmente si tende a considerare il sensorio come il complesso coordinato delle capacità sensoriali dell’organismo, anche se la semeiotica moderna tende a utilizzare il termine per descrivere l’insieme delle attività psichiche coscienti, lo stato mentale di un individuo. L’obnubilamento percettivo indica, pertanto, una alterazione dell’insieme delle attività psichiche coscienti, ed è usato soprattutto per descrivere lo stato mentale di annebbiamento delle facoltà sensoriali o intellettuali: uno stato confusionale, di appannamento della coscienza, di sensorio torpido. Descrive un momentaneo stato di offuscamento dei sensi, della coscienza o della ragione. L’obnubilamento del sensorio fa parte, quindi, dello stato confusionale o è un sintomo del primo grado del coma.

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