emozione

ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2021 alle 21:58

un po’ di storia

Il termine emozione comincia ad essere utilizzato nella lingua italiana nei primi anni del Settecento, come adattamento del francese émotion: il lemma veniva utilizzato per descrivere il movimento (fisico) e più in particolare l’agitazione, fino a descrivere la sommossa popolare; a sua volta la parola francese ha la sua radice in émouvoir (→ eccitare, provocare), derivato dal latino emovere, cioè e– (variante di ex– → da, fuori da) e movēre (→ mettere in moto, dare inizio), col significato di smuovere o commuovere, ma anche scuotere o agitare.

Emozione, dal settecento ad oggi, si è trasformato sempre più in “movimento dell’animo”, perdendo via via il significato di agitazione: in realtà la parola è stata negletta fin verso gli anni venti del secolo scorso, in quanto, ad esempio, un famoso vocabolario raccomandava, a chi voleva parlare e scrivere “italianamente”, di evitare parole come emozione, e definiva orribile, ma non frequente il derivato emozionare, anch’esso di origine francese.

emozione: un moto dall’interno

Possiamo pensare all’emozione, come una semplice agitazione, uno scuotimento, una vibrazione dell’animo, un’energia che nasce dentro e vorrebbe fuoriuscire: quando un insieme di stimoli viene percepito, l’integrazione induce in noi sensazioni che causano una reazione affettiva e modificano non solo il nostro stato di coscienza, ma hanno effetti anche sul piano fisico, frequentemente difficili da controllare.

Potrebbe essere visto come un nesso fra il mondo puramente interiore e l’universo che ci circonda, essendo la manifestazione diretta dell’agitazione che, montando dentro di noi, diviene il “primo motore” del nostro agire, anche se spesso le convenzioni, le regole tribali, i nostri sistemi di credenza ci portano a dissimulare, occultare, negare, minimizzare o cercare di non comprendere ciò che proviamo.

A differenza di altri moti dell’animo, come le passioni o i sentimenti, l’emozione è qualcosa di intenso ma breve, un fatto acuto: ma nonostante la repentina insorgenza e il suo manifestarsi in modo esplosivo e dirompente, spesso rimane sottotraccia, con effetti che possono durare anche per tutta la vita.

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