sfintere

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ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2019 alle 17:12

Dal latino sphincter, originato dal greco σϕιγκτήρ (sfinktír), derivato da σϕίγγω (sphíngō → stringere): muscolo di forma anulare, risultante dall’unione sulla linea mediana di due muscoli semiorbicolari, che, disposto intorno ad un passaggio naturale o ad un orifizio, ha la funzione, contraendosi, di restringerlo o chiuderlo e che, al contrario, si rilassa quando richiesto dai normali processi fisiologici; a volte si riconoscono complessi muscolari dotati di funzione sfinterica, che svolgono azione valvolare, pur non essendo sfinteri anatomici, così come esistono muscoli costrittori che svolgono tale funzione.

Gli sfinteri possono essere suddivisi in sfinteri anatomici, contraddistinti da un ispessimento muscolare localizzato e spesso circolare, per facilitare la loro azione, e sfinteri funzionali, differenziati dall’assenza di strutture specifiche che ottengono la continenza valvolare indirettamente, attraverso la contrazione dei muscoli estrinseci (intorno) o intrinseci (entro) alla struttura; possono essere controllati sia volontariamente, attraverso l’azione dei nervi somatici, sia involontariamente, per la supervisione del sistema nervoso autonomo.

Gli sfinteri sono efficaci nel controllo dell’ingresso e dell’uscita di sostanze semisolide, liquide o fluide, mantenendosi abitualmente in uno stato di contrazione, poiché si rilassano solo quando devono far passare le sostanze: si possono osservare fenomeni di distonia, responsabili delle alterazioni della normale efficienza valvolare, che possono causare modificazioni della continenza, cioè insufficienza funzionale di chiusura o apertura sfinterica; ugualmente si possono riscontrare manifestazioni di discinesia, con mancata coordinazione dell’apertura o della chiusura nei tempi dipendenti dai movimenti peristaltici.

Nel corpo si riconoscono differenti sfinteri, a livello gastro-intestinale: nell’esofago si osserva la presenza di uno sfintere propriamente detto, lo sfintere esofageo superiore, ed uno funzionale, sito a livello del cardias, detto sfintere esofageo inferiore, le cui azioni deve essere coordinata, per permettere la deglutizione, il rigurgito e l’eruttazione; il primo svolge, assieme all’epiglottide, anche una funzione protettiva delle vie aeree, impedendo che il bolo alimentare penetri nella trachea ed evitando che l’aria non scenda nell’apparato digerente, mentre il secondo impedisce il reflusso del chimo acido nell’esofago. Il piloro è la valvola posta a livello dell’antro gastrico, che impedisce la prosecuzione del cibo indigesto che non ha la sufficiente osmolarità, lungo il tubo enterico; lo sfintere di Oddi, situato allo sbocco del coledoco nella parete del duodeno, a livello dell’ampolla di Vater, deputato a controllare l’immissione delle secrezioni epato-pancreatiche nell’intestino tenue. Nel tratto intestinale sono presenti la Valvola Ileo-Cecale, complesso muscolare ad azione valvolare, costituito da incremento delle fibre circolari e spiraliformi della tonaca muscolare dell’intestino tenue, e la Valvola di Huston, una struttura a pliche che svolge una funzione sfinterica parziale e lo sfintere anale, struttura anatomica definita, caratterizzato dalla presenza di due strutture, una involontaria (muscolo sfintere anale interno) ed uno sotto il controllo cosciente (muscolo sfintere anale esterno).

È presente uno sfintere vescicale ed uno sfintere uretrale, che controllano la minzione: l’uretra, nel punto di passaggio attraverso il diaframma urogenitale, è circondata da una sottile striscia di muscolatura striata, lo sfintere esterno, sotto il controllo volontario che, come conseguenza della stimolazione dei tensocettori vescicali attivati dall’incremento del volume urinario, si rilascia provocando la distensione dello sfintere interno (riflesso minzionale); in presenza di ritenzione grandi volumi di urina, il riflesso minzionale può provocare una pressione tale da aprire lo sfintere interno, con un rilasciamento riflesso anche dello sfintere esterno.

Altre strutture sono sfintere della pupilla, il complesso delle fibre muscolari lisce circolari dell’iride: la sua funzione è quella di regolare l’apertura della pupilla, insieme al muscolo dilatatore, provocando miosi (chiusura)come forma di adattamento alla luce (riflesso pupillare) o per permettere l’accomodazione (riflesso sincinetico); sfintere delle palpebre, detto anche muscolo orbicolare dell’occhio.

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