duodeno

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Dal greco δωδεκα-δάκτυλος (dodeka-dáktylos → dodici dita), attraverso il latino duodeni, distributivo di duodĕcim (→ dodici): il primo tratto dell’intestino tenue, così chiamato perchè lungo 12 pollici, cioè circa 25 centimetri. Organo retroperitoneale, è situato profondamente sulla parete posteriore dell’addome, estendendosi dal piloro, valvola terminale dello stomaco, alla flessura duodeno-digiunale (angolo di Treitz), dove si inserisce il muscolo sospensore del duodeno, a livello del legamento di Treitz: l’angolo è localizzato sulla sinistra della II vertebra lombare e rappresenta la transizione anatomica e funzionale tra quest’organo ed il digiuno; la sua proiezione topografica è intorno all’ombelico.  Ha forma di anello incompleto, a forma di C con il tratto inferiore allungato: questo fa sì che il terzo e il quarto tratto del duodeno si trovino posteriormente al primo e al secondo tratto; è un’ansa la cui convessità è rivolta a destra e la curva è antero-posteriore ed abbraccia, nella sua parte concava, la testa del pancreas. Sino alla metà del primo tratto (2,5–3 cm dal piloro) il duodeno è intraperitoneale; per il resto del suo decorso è retroperitoneale, con una piccola porzione intraperitoneale a livello dell’angolo duodeno-digiunale. Il duodeno è posteriore al lobo quadrato del fegato, al collo della cistifellea, all’arteria e alla vena mesenterica superiore, mentre è anteriore rispetto al mesocolon trasverso, al condotto biliare, alla vena porta, alla vena cava inferiore, all’aorta, agli ureteri, all’arteria gastroduodenale, ai due reni. All’interno del duodeno si gettano, a livello della Papilla di Vater (papilla major), il coledoco e il dotto di Wirsung: nella maggioranza delle persone, i due dotti confluiscono in un canale comune, prima di gettarsi nel duodeno, anche se esiste una grande variabilità morfologica; il passaggio degli escreti ghiandolari è regolato dall’attività contrattile dello sfintere di Oddi (dotto pancreatico principale), oltre a sfinteri propri dei dotti stessi. In condizioni fisiologiche il sistema biliare e quello pancreatico sono funzionalmente indipendenti, fatto che impedisce il passaggio di un secreto nella via sbagliata o flussi antidromici. Esiste  un canale minore, vestigia embrionale del pancreas primitivo, detto dotto di Santorini (dotto pancreatico accessorio), spesso funzionante, che sbocca indipendentemente a livello duodenale, con una papilla (papilla minor) situata rostralmente rispetto allo sfintere di Oddi. La limitata estensibilità del tratto duodenale, associata alla pressione endoluminale generata dalla peristalsi, che fungendo da vis a tergo, spinge il chimo gastrico in direzione aborale, crea le condizioni per la miscelazione ottimale del contenuto duodenale con le secrezioni enzimatiche pancreatiche (tripsina e chimotripsinaamilasi e lipasi) e la bile di provenienza epatobiliare; le ghiandole dl Brunner, presenti sulla parete, secernendo muco, facilitano la progressione del contenuto intraluminale e, contemporaneamente, contribuiscono a neutralizzare l’acidità, grazie anche all’alcalinità del succo pancreatico. Il duodeno svolge anche funzioni ormonali, in quanto sia a livello dell’epitelio duodenale, sia nei neuroni NANC (non-noradrenergic, non-cholinergic neuro-transmitters) del Sistema Metasimpatico, presenti a livello del plesso sottomucoso di Auerbach e del plesso mioenterico di Meissner, sono prodotti mediatori come la gastrina, la secretina e la colecistochinina per modulare le risposte funzionali degli organi coinvolti nel processo digestivo; o la serotonina, la grelina e la leptina, in grado di modulare il senso di fame o sazietà, a livello cerebrale. La mucosa duodenale è la sede dell’assorbimento del ferro e del calcio. 

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