feci

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Dal latino faex [faecis] (→ feccia, impurità, residuo), rappresenta ciò che non è stato digerito e che si accumula nell’intestino, per poi esserne spinto fuori, attraverso la deiezione: escrementi; sono normalmente composte da residui alimentari non digeribili, come cellulosa e cheratina, da residui di acidi gastrici, da pigmenti biliari modificati, che agiscono principalmente sul colore, da enzimi, muco, da cellule epiteliali intestinali e, in parte considerevole, da batteri e acqua. 

Le sostanze solide sono costituite prevalentemente da fibre che determinano la struttura e la consistenza delle feci, avendo la capacità di adsorbire grandi quantità di acqua, determinandone la consistenza; la diminuzione della componente fibrosa, riduce il contenuto acquoso del materiale fecale, con conseguente formazione feci di tipo caprino. Il 30% del peso delle feci è costituito da microorganismi, prevalentemente batteri saprofiti, costituenti il microbiota, mentre il 15% è rappresentato da sostanze inorganiche, in particolare fosfati e calcio, che sono normalmente assunti in eccesso e quindi in parte eliminate attraverso l’intestino; una piccola parte è formata da sostanze lipidiche e derivati, mentre la rimanente componente è prodotta da muco, cellule di desquamazione ed enzimi digestivi: la composizione fecale dipende in minima parte dal cibo assunto, non avendo origine alimentare; le feci si continuano a formare anche in caso di digiuno.

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