colagogo

ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2021 alle 16:13

definizione

Sostanza in grado di fluidificare la bile e di stimolarne l’escrezione dalla cistifellea e dal fegato, accentuando la contrazione della componente muscolare delle vie biliari, incrementandone il deflusso verso il duodeno: l’azione colagoga si esprime per mezzo dello svuotamento della colecisti, tramite la sa contrazione, associata alla contemporanea apertura dello sfintere di Oddi; dal greco χολαγωγός (kholagogós → che fa colare la bile), composto da χολή (kholḗ → bile) e ἀγωγός (ágōgós → che fa uscire, che guida, che conduce). Si possono utilizzare il termine colecinetico o colecistocinetico come sinonimi di colagogo.

effetto colagogo

Tra le sostanze colagoghe si annoverano il rosso d’uovo, il peptone, alcuni olii, fra cui, in particolare, l’olio d’oliva e l’olio di ricino, i grassi alimentari, lo ione Mg++, specie sotto forma di solfato di magnesio; alcune sostanze vegetali posseggono questa capacità: il rabarbaro, la senna, la cascara, tutte sostanze ad azione purgante, o l’aloe, il carciofo, il cardo mariano, la cicoria, il rosmarino, il tarassaco, che associano un’azione drenante a livello epatico.

Le sostanze ad azione colagoga debbono essere distinte da quelle ad azione coleretica, in quanto le prime stimolano il flusso biliare all’interno del duodeno, mentre le droghe coleretiche aumentano la secrezione biliare, o per colepoiesi, cioè aumentandone  la produzione, o idrocoleresi, ovvero favorendo la secrezione di bile dal peso specifico, viscosità e contenuto solido diminuiti in conseguenza dell’aumentato contenuto in acqua, come conseguenza di una stimolazione diretta del fegato.

L’azione dei fattori colagoghi è mediata dalla colecistochinina, ormone prodotto prevalentemente dalla mucosa duodenale che, passato in circolo, provoca la contrazione della cistifellea: l’uso di sostanze colagoghe è indicato nel trattamento della stasi biliare, come nel caso della ipotonia colecistica, nelle infezioni della cistifellea e delle vie biliari extraepatiche; spesso si osserva un miglioramento della funzione digestiva e del transito intestinale, in caso di dispepsia, ipercolesterolemia, in alcune problematiche relative alla cistifellea come l’atonia o in caso di nei casi di stipsi persistente.

Le droghe colagoghe sono controindicate e potenzialmente pericolose qualora siano presenti fenomeni di ostruzione delle vie biliari, come nel caso della colelitiasi o di calcoli biliari; qualora siano presenti sindrome del colon irritabile, colopatia funzionale, spasmi del colon possono dare luogo a dolori crampiformi, coliche intestinali, diarrea (diarrea colagoga), vista la loro azione di stimolazione della peristalsi intestinale.

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