valvola di Houston

ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2020 alle 23:47

definizione

Nella fossa iliaca sinistra, in posizione simmetrica alla valvola ileo-cecale, è presente una struttura con funzioni regolatrici, molto importante per il buon funzionamento dell’intestino:Houston valve la valvola di Houston; anatomicamente non potrebbe essere definita “valvola”, in senso stretto, perché anziché avere la struttura di uno sfintere, è composta da una serie di ispessimenti della mucosa del tratto terminale del colon, le pliche trasversali del retto (pliche di Kohlrausch o «plica transversalis recti»), localizzate a livello della giunzione retto-sigmoidea.

In questa area troviamo una serie di ispessimenti orizzontali della tonaca mio-enterica, a forma semilunare: in genere sono tre, ma possono essere due (raramente) o quattro, mostrando una certa variabilità individuale; la prima è posta superiormente all’ampolla rettale e rappresenta il passaggio, senza soluzione di continuità, fra la componente rettale, fissata da strutture muscolari e fasciali, e quella sigmoidea che, viceversa, è in grado di muoversi all’interno delle pelvi grazie alla presenza di un meso, il mesosigma.

Cavo del Douglas - Fascia di DenonvilliersLa seconda plica, la più prominente, viene detta valvola di Houston: posta a circa otto/dieci centimetri dallo sfintere anale, in corrispondenza dello scavo retto-uterino del Douglas, nella donna, o della tasca retto-vescicale nell’uomo (fascia di Denonvilliers), opposta alla porzione mediale del sacro; è possibile rilevare una o due pliche caudali a circa cinque centimetri in direzione cefalica, a partire dall’ano, in genere piuttosto prominenti, opposte al fondo della vescica.

Le pliche, pur non avendo una morfologia valvolare o sfinterica, ma semplicemente funzionale, assumono un ruolo significativo nel controllo della defecazione: quando la zona rettale (che in realtà, anatomicamente, non è propriamente dritta) è vuota, le pieghe rettali, grazie alla contrazione della tonaca muscolare circolare posta alla loro base, collassano una sull’altra (la più cefalica origina sul lato destro del colon, la seconda è posta maggiormente sul lato sinistro), creando una struttura che rende difficoltoso il transito di sostanze, come osservato dall’anatomista inglese John Houston.

La plica “sostiene” il peso della massa fecale presente a livello del sigma, evitando che occupi la zona dell’ampulla recti e controllando, in tal modo, lo stimolo all’evacuazione: infatti, quando il contenuto intestinale impegna quest’area, le terminazioni nervose presenti nella tonaca mio-enterica dell’ampolla rettale, attraverso la stimolazione del nervo pudendo, inducono un riflesso intrinseco (riflesso eccitatorio retto-anale) che attiva l’urgenza della defecazione, ed un riflesso parasimpatico per il rilascio degli sfinteri.

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