chimo

ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2020 alle 21:50

definizione

Il prodotto semidigerito degli alimenti, giunti allo stomaco per mezzo della deglutizione del bolo alimentare: in genere si definisce chimo gastrico il risultato della combinazione, nell’ultima fase della digestione gastrica, fra acidi ed enzimi; dal greco χυμός (chymós → succo).

descrizione

Il chimo è quella sostanza liquida, presente nello stomaco, è  prodotto della digestione degli alimenti ed è composto dai succhi gastrici e dagli alimenti da questi modificati; si presenta come sostanza lattiginosa, ricca d’acqua: è il risultato del rilascio nel lume gastrico di sostanze chimiche che si miscelano con il bolo alimentare, grazie all’azione meccanica dei movimenti peristaltici, ed è costituito da cibo parzialmente digerito, acqua, acido cloridrico e svariati enzimi digestivi.

Lo stomaco digerisce il cibo in chimo in un periodo variabile da 40 minuti a poche ore, a seconda della quantità di cibo ingerito: presenta un pH intorno a 2 e, qualora la sua acidità non fosse sufficientemente elevata, grazie alla secrezione della gastrina, viene stimolato il rilascio di acido cloridrico da parte delle cellule ossintiche; il chimo è acido nello stomaco a causa dell’elevata cloridria ivi esistente ma, dopo alcune ore dall’assunzione, una volta raggiunta la corretta osmolarità, si osserva il rilascio del piloro per permettere al chimo di riversarsi nel duodeno nella forma di una massa semiliquida che viene inondata dai succhi epato-pancreatici, secreti nel lume duodenale attraverso lo sfintere di Oddi, a livello della papilla di Vater; viene immesso a piccoli fiotti nel tratto duodenale, dove diventa alcalino grazie all’azione del succo pancreatico e della bile, così che la miscela che si forma nel canale intestinale in seguito alla digestione gastro-duodenale degli alimenti formi il chilo, destinato a prosegue il suo percorso nell’apparato digerente, nel digiuno.

Nel duodeno, la stabilizzazione dell’acidità viene raggiunta a causa della secrezione di un ormone, la colecistochinina (C.C.K.), che provoca la contrazione della cistifellea e il conseguente rilascio di bile alcalina nel duodeno stesso; il duodeno produce inoltre l’ormone secretina, che agisce stimolando la secrezione pancreatica di larghe quantità di bicarbonato di sodio che porta a 7 il pH del chimo prima che esso raggiunga l’ileo. Essendo protetto da uno strato di muco e utilizzando le azioni neutralizzanti del bicarbonato di sodio e della bile, il duodeno non risente dell’alta acidità del chimo, così come la rimanente parte dell’intestino.

La velocità di progressione del chimo è regolata dalla sua stessa consistenza e dalla percentuale dei componenti lipidici in esso contenuti: tali fattori influenzano anche la velocità dell’assorbimento alimentare.

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