chimo

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ultimo aggiornamento: 11 giugno 2018 alle 22:49

Dal greco χυμός (chymós → succo): il prodotto semidigerito degli alimenti, giunti allo stomaco per mezzo della deglutizione del bolo alimentare; in genere si definisce chimo gastrico il risultato della combinazione, nell’ultima fase della digestione gastrica, fra acidi ed enzimi. Il chimo acido, una volta raggiunta la corretta osmolarità,  viene riversato nel duodeno nella forma di una massa semiliquida che viene inondata dai succhi epato-pancreatici, rilasciati nel lume duodenale attraverso lo sfintere di Oddi, a livello della papilla di Vater: il chimo è acido nello stomaco a causa dell’elevata cloridria ivi esistente ma dopo alcune ore dall’assunzione, viene immesso a piccoli fiotti nel tratto duodenale, dove diventa alcalino grazie all’azione del succo pancreatico e della bile; la miscela che si forma nel canale intestinale in seguito alla digestione gastro-duodenale degli alimenti viene definito chilo e prosegue il suo percorso nell’apparato digerente, a livello del digiuno. La velocità di progressione del chimo è regolata dalla sua stessa consistenza e dalla percentuale dei componenti lipidici in esso contenuti: tali fattori influenzano anche la velocità dell’assorbimento alimentare.

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