acufene

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ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2018 alle 14:57

Dal greco ἀκούω (akoúo → sentir, udire) e ϕαίνομαι (faínomai → manifestarsi, guardare) il lemma presenta un’origine complessa, potendosi scomporre in ἀκ (ak → penetrare), οὖς (aoús → orecchio) e ϕαίνος (faínos → comparire): sensazione uditiva  che si manifesta, per lo più, attraverso la percezione di sibili, fischi, ronzii o rumore; altre definizioni similari, usate talvolta come sinonimi, sono tinnitus o susurrus. In genere ha origine in aree vicino all’orecchio (acufeni periotici) o al suo interno (acufeni endotici); nell’articolo “acufeni: quando un fischio rende la vita impossibile“, l’argomento viene affrontato estesamente; un acufene, definito di lieve intensità, tramite audiometria, può portare alla totale incapacità di svolgere le normali azioni della vita quotidiana, avendo un impatto devastante sulla quotidianità e socialità. Spesso non c’è alcun apparente squilibrio nel corpo che possa giustificarne l’insorgenza: possono costituire un sintomo di malattie estranee all’orecchio o alle vie acustiche; frequentemente sono un suono “fantasma”, udibile unicamente dalla persona che ne soffre e possono essere associati ad una iperestesia acustica associata ad un’aumentata sensibilità a rumori ed ai suoni anche di debole intensità, potendo causare iperacusia, misofonia o fonofobia oppure, all’opposto, associarsi ad ipoacusia. Piccole variazioni funzionali della catena uditiva possono essere gli elementi scatenati: traumi, infezioni, sostanze tossiche, malfunzionamenti possono generare uno scompenso che si trasforma in “rumore” di fondo; otiti o patologie dell’orecchio medio, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, problemi odonto-stomatologici o cervicali, squilibri posturali ma anche ansia, di stress o a forti emozioni, sono alcune fra le eziologie misconosciute alla base degli scompensi che portano all’insorgenza dell’acufene. Eziopatologie otologiche, quali vibrazioni del timpano o alterazioni dalla catena di trasmissione (staffa – incudine – martello), squilibri funzionali delle tube di Eustachio o del muscolo stapediale e dal muscolo tensore del timpano, spasmi dell’area masticatoria, fonofobia o iperacusia, aumento della pressione endo-linfatica della coclea o deficit delle cellule ciliate cocleari, sono alcune delle cause direttamente connesse all’orecchio. Per approfondimenti, si veda: acufeni: come nascono? La Kinesiologia Transazionale®, per mezzo del test muscolare, offe un aiuto importante per l’individuazione di alcune possibili squilibri, scatenanti l’acufene: la valutazione degli squilibri dell’area sub-occipitale è un elemento prioritario in quanto le tensioni della muscolatura cibernetica sub-occipitale coinvolgono sia le arterie vertebrali, sia le strutture che costituiscono un diaframma osteo-mio-fasciale che delimita la parte inferiore del cranio e si continua nel pavimento della lingua, area in grado non solo di condizionare la funzionalità del nervo vago, del nervo glosso-faringeo e del nervo ipoglosso o delle arterie carotidi e delle vene giugulari, ma anche di influire sulle relazioni fra le suture craniche. La valutazione ed eventuale correzione dello spasmo del muscolo stapedio, che insorge come riflesso mioclonico stapediale in caso di rumori eccessivi assieme alla Sindrome del Tensore del Timpano, può correggere lo squilibrio del riflesso stapediale (riflesso di smorzamento), spesso coinvolto nella genesi degli acufeni,: la riequilibrazione dei muscoli masticatori, delle alterazioni dell’area stomatognatica e dell’A.T.M. sortisce frequentemente effetti sorprendenti, soprattutto in associazione con tecniche di allentamento dello stress emotivo e/o allentamento dello stress posturale. Le Cranio-Sacral Repatterning® assumono notevole importanza come strumenti di integrazione, permettendo spesso di riequilibrare le alterazioni craniche o della base del cranio, corresponsabili nell’insorgenza dell’acufene:  il rocking mastoideo o il reset temporo-vascolare” si rivelano spesso molto efficaci da un punto di vista somato-emozionale, anche se la tecnica d’elezione, nell’ambito delle tecniche di sblocco-sub-occipitale, l’atlas disengagement.; maggiori informazioni sono disponibili nell’articolo acufeni: che fare? 

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