iperestesia

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ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2020 alle 21:30

Dal greco ὑπέρ- (hypèr- → sopra) e αἴσϑησις (aísthisis → sensazione, sensibilità, percezione): esagerata eccitabilità sensitiva, sia nel campo della somatoestesia generale (tattile, termica, dolorifica), sia in quello dei sensi specifici (olfatto, udito, vista); le manifestazioni più comuni sono l’eccessiva sensibilità nel percepire stimoli applicati alla superficie cutanea o l’ipersensibilità alla luce intensa (fotofobia) e a rumori (fonofobia) e odori forti (iperosmia). L’iperestesia può essere la causa dell’insorgenza di iperalgesie o disestesie; osservabile frequentemente in soggetti nevrotici e nelle malattie con lesioni del sistema nervoso, come nel caso di meningiti o meningismi, nevriti o mieliti, sclerosi multipla presente in alcune malattie infettive, come il tetano, l’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio, varicella), poliomielite o la rabbia: è un sintomo anche di intossicazioni o di avvelenamenti, in particolar modo da stricnina.

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