fault

definizione

Parola inglese che, letteralmente, significa «errore», «guasto», «difetto», «avaria» o «faglia»: se si prende in considerazione la terminologia industriale (ISO/CD 10303-226), i “faults” sono condizioni anormale o difetti di un un elemento o di un sottosistema, che possono condurre ad un guasto o fallimento del sistema stesso oppure (Standard Federale 1037C) una circostanza che causa ad un’unità funzionale l’impossibilità di eseguire la funzione richiesta, una criticità, un  difetto che provoca un malfunzionamento; è interessante notare anche il fatto che questo lemma viene utilizzato anche per descrivere la faglia, cioè lo spostamento di due masse rocciose, caratterizzate da una spaccatura che le divide, che si trovano a spostarsi reciprocamente una rispetto all’altra, modificando i rapporti reciproci, potendo rimanere (o meno) in contatto fra loro.

Se si pensa alla teca cranica, la somiglianza delle ossa piatte che compongono la calvaria con le zolle tettoniche del globo terraquea può aiutarci a visualizzare il “fault” come un movimento reciproco delle ossa che modifica un equilibrio pregresso ed i rapporti interossei, causando una “alterazione morfo-funzionale”: può essere considerata una dis-funzione articolare o una “lesione” che provoca una alterazione od una restrizione (riduzione) della mobilità che si verifica non solo a livello delle suture craniche ma che coinvolge anche le articolazioni del rachide; non è corretto parlare di blocco o di immobilità in quanto la totale mancanza di mobilità è incompatibile con la vita, in quanto le differenti parti del corpo non perdono mai del tutto la propria mobilità.

cranial faults

Se si accetta che il neuro-cranio non sia una semplice scatola ossea che contiene l’encefalo, ma che sia un sistema integrato,  caratterizzato da articolazioni che permettono un certo grado di movimento, possiamo comprendere che i micromovimenti e le fluttuazioni che si generano grazie a questa mobilità e motilità siano un elemento importante per il buon funzionamento del sistema nervoso centrale: la presenza di spostamenti reciproci fra le ossa che compongono il cranio, caratterizzati da ripetitività e simmetria può essere definita una forma di “respiro craniale” o l’espressione di quello che William Sutherland definì il “respiro primario”, cioè il naturale susseguirsi di movimenti di espansione e retrazione del “sistema cranio-sacrale”.

Quando si parla di “cranial faults”, si intendono solitamente le limitazioni o le restrizioni al libero movimento reciproco fra due o più ossa che compongono la calvaria e la base del cranio, condizionando la piena mobilità del cranio nel suo complesso o di parti di esso: poiché le ossa craniche “galleggiano”, come placche appoggiate su un “mare” costituito da tessuto connettivale denso (la dura madre), le alterazioni, i difetti, le limitazioni, le avarie che “inceppano” il movimento ritmico, simmetrico e regolare avranno ripercussioni sul complesso meningeo che, per la sua funzionalità, viene normalmente considerato un “sistema di membrane a tensione reciproca”.

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