spina irritativa

L’immagine può essere considerata sufficientemente eloquente per autodefinirsi, ma vale la pena approfondire il concetto ad essa collegato: con spina irritativa, si designa una qualunque noxa o cofattore eziologico che, con continuità, induce una stimolazione subliminale in grado di irritare, provocare, stimolare l’iperestesia o l’iperreattività o, talvolta, l’ipertono dei sistemi corporei, facilitando l’insorgenza di facilitazione segmentale; a differenza di un fattore scatenante, che innesca la reazione del corpo, la spina irritativa può essere qualsiasi elemento che agisca sotto traccia, un  qualunque stressor che, più o meno costantemente, favorisce il perdurare di uno stato di mal-essere, talvolta contribuendo ad esacerbare periodicamente determinate condizioni patologiche. Come conseguenza della loro azione, le spine irritative (spesso, ci sono più “comparse” che agiscono all’unisono) hanno la possibilità di logorare la stamina e la capienza corporea, sottraendo forza vitale all’organismo; tutto ciò,  diminuendo l’energia a disposizione, riduce la capacità allostatica e l’abilità omeostatica, mantenendoci in uno stato di stress cronico. Questi “figuranti“, continuando a distrarre l’energia somatica, ci rendono proni all’influenza di agenti in grado di scatenare disfunzioni che portando dal distress al dis-ease, possono aprire la porta alla patogenesi, secondo una progressività morbosa. Così l’aerogastria o l’angoscia possono divenire assilli che sostengono la presenza di extrasistoli a livello cardiaco o addirittura l’insorgenza di fibrillazioni, come conseguenza di una vicinanza irritante o di uno stimolo che, attraverso le vie nervose, disturba il funzionamento; allo stesso modo una cervicalgia o una sofferenza cervico-scapolare recidivante che nasce dal tormento di un problema della bocca o dei denti, che si rende evidente con poussée, ma che normalmente si mantiene sotto traccia; come un’infezione uro-genitale cronica o un quadro di irritazione della valvola ileo-cecale o della valvola di Huston, che si rivelano essere i comprimari che mantengono lo squilibrio della cintura pelvica, scatenando lombo-sciatalgie o disturbi nella deambulazione; un calcolo alla colecisti che, irritando le vie nervose, si frammischia ad un’algia scapolo-omerale causata, apparentemente, solo da uno sforzo fisico, ma che tende a ripresentarsi con fastidiosa frequenza. La spina irritativa è il convitato di pietra, che silente, condiziona lo svolgersi degli eventi, soprattutto se pensiamo a tutte quelle situazioni di ansia o di disagio somato-emozionale capaci di esacerbare il “male di vivere ogni giorno“. La Kinesiologia Transazionale®, grazie all’abilità nell’utilizzare il test muscolare e della noesi che caratterizza il professionista di questa disciplina, è in grado non solo di facilitare l’identificazione di cofattori eziologici e spine irritative, ma anche di intervenire proficuamente sulle noxæ che, frequentemente, rimangono silenti, pur impattando pesantemente sulla vis medicatrix naturæ e sulla vitalità individuale. Anche il Cranio-Sacral Repatterning® si rivela uno strumento di impareggiabile efficacia: il ritmo cranio-sacrale può essere considerato una sorta di cartina al tornasole, un mezzo per evidenziare, attraverso la presenza di significance detector la qualità del meccanismo respiratorio primario; mette a disposizione, infatti,  tecniche che possono modificare gli squilibri del sistema cranio-sacrale e prendersi cura delle cause facilitanti il mal-essere.