rockers

ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2020 alle 13:08

significato

Letteralmente, rocker può essere tradotto dall’inglese con “pattino della sedia a dondolo”, termine utilizzato per descrivere uno dei due pezzi di legno curvi, che gli consentono di spostarsi avanti e indietro: la radice etimologica è il verbo inglese to rock, usato per descrivere l’atto dell’ondeggiare, l’oscillazione antero-posteriore, che si esplica con un movimento delicato, come quello di una culla; potrebbe essere considerato un sinonimo di agente in grado di creare beccheggio (pitch), utilizzabile per descrivere la flesso-estensione o i muscoli che causano questo movimento.

Quando si parla di rockers, ci si riferisce normalmente al movimento reciproco tra C0 (occipite) e C1 (atlante), cioè della funzione esplicata dalla cerniera C0÷C1 (C0∞C1): ogni muscolo che, agendo sull’articolazione atlanto-occipitale, generi la flessione e l’estensione della testa rispetto al rachide cervicale, potrebbe essere reputato un “rocker”, anche se in genere si considerano come appartenenti a questa gruppo solamente quelli che inferiscono direttamente sulla articolazione; il movimento è mediato dallo scivolamento dai condili dell’occipite, che oscillando come il pattino della sedia a dondolo scorrono sulla cavità faccette articolari superiori dell’atlante.

articolazione atlanto-occipitale

È l’articolazione interposta tra l’osso occipitale e la prima vertebra cervicale (atlante); si stabilisce tra le due faccette articolari superiori dell’atlante, che sono concave, a forma di ellissoidi allungati dall’avanti all’indietro e lateralmente, e le due faccette articolari convesse dell’occipitale di forma analoga. L’articolazione atlo-occipitale potrebbe essere ritenuta, a tutti gli effetti, una articolazione zigapofisaria che ha subito una trasformazione per svolgere al meglio il suo lavoro di cerniera, permettendo che il cranio, rispetto al rachide, esprima un elevato R.O.M.: l’articolazione è, infatti, una diartrosi costituita dai condili occipitali e dalle cavità glenoidee, localizzate sulla faccia superiore delle masse laterali dell’atlante.

La giunzione C0÷C1 assume una notevole rilevanza nel mantenimento degli equilibri corporei, potendosi somatizzare a questo livello disfunzioni delle catene cinematiche ascendenti o discendenti: gli squilibri muscolari che creano instabilità articolare a questo livello, causeranno l’insorgenza di meccanismi di neutralizzazione e compensazione; la creazione della fissazione atlanto-occipitale che coinvolge, generalmente, i muscoli responsabili dei movimenti di rocking (flesso-estensione).

rockers

L’atlo-occipital jamming che ne consegue, può manifestarsi con un blocco totale dell’articolazione o coinvolgere esclusivamente uno o più vettori di movimento; si parla, in questo caso, di “rockers” (o più precisamente “rocker motion involvement”),  discriminando quale componente dell’articolazione atlanto-occipitale si muove rispetto all’altra. La Kinesiologia Transazionale® offre la possibilità di discriminare quale sia il movimento coinvolto nel blocco:

flessione dell’occipite sull’atlante – perchè avvenga questo movimento occorre flettere la testa in direzione anteriore fino a raggiungere con il mento la zona del giugulo, senza flettere il rachide cervicale: questa flessione massimale provoca lo scivolamento dei pattini (porzione convessa dei condili dell’occipite) in direzione posteriore; se questo challenge induce una risposta positiva al test muscolare, è possibile correggere lo squilibrio con una tecnica di riprogrammazione neuro-mio-fasciale basata sulla contrazione isometrica degli agonisti coinvolti nell’azione.

estensione dell’occipite sull’atlante – similmente alla prova di flessione, l’obiettivo è quello di raggiungere la massima estensione della testa, senza estendere il collo: l’azione induce un cambio di indicatore al test muscolare, mostrando un challenge positivo; la correzione è basta sulla contrazione isometrica in estensione, che comporta lo scivolamento del condilo occipitale in direzione anteriore.

flessione dell’atlante sull’occipite – per far scorrere le faccette articolari dell’atlante in direzione anteriore, occorre piegare la testa in direzione anteriore fino a raggiungere con il mento il petto, flettendo il rachide cervicale in modo massimale: se questo challenge induce una risposta positiva al test muscolare, è possibile correggere lo squilibrio con una tecnica di riprogrammazione neuro-mio-fasciale basata sulla ripetizione passiva del movimento.

estensione dell’atlante sull’occipite – perchè avvenga questo movimento occorre portare la testa posteriormente, estendendo il più possibile  rachide cervicale: questa posizione estrema, provoca il basculamento anteriore delle faccette anteriori dell’atlante; se questo challenge induce una risposta positiva al test muscolare, è possibile correggere lo squilibrio con una tecnica di riprogrammazione neuro-mio-fasciale basata sulla ripetizione passiva del movimento.

Talvolta, per correggere i rockers coinvolti nel blocco, può essere necessario correggere gli squilibri presenti a livello dell’area pelvica o della zona podalica, ponendo particolare attenzione alle disestesie dei recettori podalici che controllano la deambulazione (gaits) o di quelli associati all’atteggiamento antigravitazionale (riflessi podalici estensori) oppure alle distorsioni pelviche.

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