catena ossiculare timpanica

ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2020 alle 1:53

definizione

Detta anche catena uditiva, situata nell’orecchio medio, è la catena cinematica formata, nell’ordine, da martello, incudine e staffa, tre piccole ossa, articolate tra loro tramite diartrosi e mantenute in posizione da legamenti: contenuta nel cavo timpanico, stabilisce una connessione dinamica tra la membrana timpanica e la finestra ovale; l’assenza degli ossicini costituirebbe causa di moderata o severa perdita di udito.

descrizione

La catena degli ossicini è mantenuta nella sua posizione dalle connessioni del manico del martello con la membrana timpanica, dal legamento anulare della staffa e dai legamenti del martello e dell’incudine: la testa del martello è connessa con il tetto del recesso epitimpanico dal legamento superiore del martello, mentre il collo del martello è unito all’osso timpanico mediante il legamento laterale; il legamento anteriore muove dal processo omonimo del martello e passa, portandosi in avanti, attraverso la fessura petrotimpanica per raggiungere la spina angolare dello sfenoide, sulla quale si fissa.

Per quanto riguarda l’incudine, il legamento posteriore ne fissa l’apofisi breve alla fossa dell’incudine, posta sotto l’aditus ad antrum; il legamento superiore collega il corpo dell’incudine alla volta del recesso epitimpanico.

catena ossiculareGli ossicini dell’udito si articolano fra loro per mezzo di diartrosi: la testa del martello si articola con il corpo dell’incudine realizzando un’articolazione a sella (sellartrosi); il processo lenticolare dell’incudine si articola con la testa della staffa, costituendo un’enartrosi.

Come in tutte le diartrosi, anche in queste i capi articolari sono rivestiti da cartilagine articolare e fra loro connessi mediante capsule articolari rivestite internamente da una membra sinoviale; talvolta le giunzioni tra gli ossicini diventano rigide: questa condizione, detta otosclerosi, provoca la fusione della staffa con la finestra ovale riducendo l’udito; può essere trattata chirurgicamente.

La catena degli ossicini dell’udito è completamente rivestita dalla mucosa del cavo del timpano che vi arriva dalle pareti costituendo diverse pieghe: fra queste sono da ricordare quelle che completano le pareti della così detta tasca di Prussak, un piccolo recesso del cavo del timpano compreso tra la pars flaccida della membrana timpanica e il collo del martello. La tasca è chiusa in alto dalla piega del legamento laterale del martello, in basso dalla piega dell’apofisi breve dello stesso ossicino, in avanti da una terza piega della mucosa, mentre in dietro è aperta e comunica con il cavo del timpano.

controllo muscolare della catena ossiculare

La catena degli ossicini è contenuta nel cavo del timpano, che attraversa in senso latero-mediale, stabilendo un collegamento tra membrana del timpano e finestra ovale; l’ampiezza dei movimenti conferiti alla catena della membrana del timpano è regolata da due piccoli muscoli: il muscolo tensore del timpano (muscolo del martello) e il muscolo stapedio (muscolo della staffa).

I due muscoli agiscono in via riflessa e sinergicamente variando l’intensità della loro contrazione in base alle richieste funzionali: si contraggono simultaneamente e fortemente in risposta a stimolazioni sonore molto intense, irrigidendo, con il loro effetto antagonista, la catena degli ossicini e smorzando quindi la trasmissione delle vibrazioni all’orecchio interno (da cui l’iperacusia che segue alla paralisi del muscolo stapedio); agiscono in maniera modulata, agonista e antagonista, per migliorare la percezione delle varie tonalità dei suoni; la prevalenza del muscolo tensore del timpano, aumentando la tensione della membrana, faciliterebbe la trasmissione dei suoni acuti, mentre quella del muscolo stapedio, che svolge un’azione opposta, favorirebbe la trasmissione dei suoni gravi.

trasmissione dello stimolo sonoro

Da un punto di vista funzionale, la catena degli ossicini rappresenta il sistema più efficiente per la trasmissione dei suoni dall’orecchio esterno all’orecchio interno: la membrana del timpano, vibrando, trasmette infatti il suo movimento al martello, questo all’incudine e l’incudine alla staffa; quando la membrana del timpano si sposta medialmente (verso il cavo del timpano) anche la staffa si sposta medialmente e si approfonda nella finestra ovale, mentre quando la membrana del timpano si sposta lateralmente (verso il meato acustico esterno), anche la staffa si sposta nello stesso senso.

Gli spostamenti della staffa vengono trasmessi dalla sua base alla perilinfa del vestibolo: l’asse secondo il quale si compiono questi movimenti d’altalena della catena degli ossicini è una linea orizzontale, diretta in senso antero-posteriore, che dall’incisura petrotimpanica anteriore raggiunge la fossetta dell’incudine, passando per il processo anteriore del martello e l’apofisi breve dell’incudine.

Le onde sonore possono però propagarsi all’orecchio interno anche per vibrazione dell’aria contenuta nel cavo del timpano o per vibrazione in toto delle formazioni ossee che circondano la coclea: questo fatto spiega come la distruzione della catena degli ossicini nel corso di interventi chirurgici o in seguito a processi patologici, pur determinando una grave ipoacusia, non abolisca del tutto la percezione dei suoni. Quando le onde sonore fanno vibrare la membrana timpanica (timpano), questa muove il più vicino degli ossicini, il martello, a cui è collegata: il martello trasmette le vibrazioni, attraverso l’incudine e la staffa, alla membrana della finestra ovale, l’apertura che conduce al vestibolo dell’orecchio interno.

squilibri della catena ossiculare

Qualora si creino squilibri della catena ossiculare o alterazioni delle strutture che contribuiscono al mantenimento delle condizioni ottimali per il lavoro di trasmissione dello stimolo sonoro da parte di martello, staffa e incudine, possono creare non solo problemi uditivi ed ipoacusia, ma anche alterazioni dell’equilibrio, vertigini e capogiri, tinnitus e acufeni, senza sottovalutare l’impatto delle possibili otiti; l’integrità delle tube di Eustachio e dei riflessi eustachiali, l’equilibrio funzionale nell’attività del muscolo stapedio e del muscolo tensore del timpano, sono fondamentali per il funzionamento della catena uditiva. La disfunzione delle tube di Eustachio, le alterazioni del riflesso stapediale o la presenza di una sindrome del tensore del timpano possono essere di grave nocumento, da un punto di vista funzionale, condizionando le capacità uditive.

Attraverso la riattivazione dei riflessi eustachiali, la Kinesiologia Transazionale® ha la possibilità di intervenire sugli squilibri funzionali e sui sintomi conseguenti alle alterazioni canale faringo-timpanico; la tecnica, non invasiva e delicata è in grado di agire efficacemente sulla chiusura del canale, favorendo il drenaggio del muco e intervenendo sulle discinesie motorie: pur essendo una tecnica “generica” riflessa, cioè che non agisce direttamente sulla tuba e sulla muscolatura che inferiscono su di essa, è in grado di sortire effetti importanti e, grazie alla sua gentilezza, è applicabile anche nei bambini e negli infanti.

Allo stesso modo, il professionista del ben-essere è di grado di intervenire sia sulle reattività timpanico-stapediale, correggendo eventuali squilibri, sia sull’area stomatognatica o sull’articolazione temporo-mandibolare che frequentemente, causando una sindrome oto-mandibolare, sono capaci di creare ripercussioni sulla catena ossiculare: i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare e gli squilibri masticatori spesso producono tensione che innesca la contrazione riflessa del muscolo tensore del velo palatino e del muscolo tensore del timpano, dipendente dalla comune innervazione da parte della branca mandibolare del nervo trigemino, che crea fenomeni di facilitazione segmentale; alla presenza di questi tipi di distonia o discinesia, si devono sempre prendere in considerazione gli squilibri che coinvolgono i rockers, l’area sub-occipitale, la muscolatura del collo, la cinematica dei muscoli coinvolti nella masticazione e nella deglutizione, i muscoli ioidei. Occorre ricordare che lo squilibrio della catena ossiculare può dipendere da una poliedricità causale oppure essere mantenuta da cofattori eziologici o spine irritative che devono essere identificate: grazie al test muscolare è possibile effettuare una valutazione multidimensionale che permetta di identificare i possibili agenti causali o fattori scatenanti che contribuiscono al quadro disfunzionale.

Anche il Cranio-Sacral Repatterning® è in grado di agire sulle alterazioni dell’orecchio medio, sugli squilibri della cavità timpanica e della tuba uditiva o sulla catena ossiculare dell’orecchio, anche nei bambini molto piccoli, potendo essere utilizzate, da operatori qualificati e competenti, anche nei neonati: tecniche volte alla normalizzazione del ritmo cranio-sacrale, o che agiscono direttamente, come l’ear pull od il rocking mastoideo, per essendo delicate, possono dimostrarsi risolutive.

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