enartrosi

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Dal greco ἐνάρϑρωσις (en{árthr}ōsis), composto dal prefisso rafforzativo ἐν- e άρϑρωσι ([árthr]ōsisarticolazione,  derivato da ἐναρϑρόω (enarthróō → articolare), da ἄρϑρον (→ giuntura, articolazione): diartrosi caratterizzato dalla forma emisferica delle superfici articolari (concava una, convessa l’altra); sono articolazioni costituite da un capo articolare simile ad una sfera piena (testa) ospitato in una cavità articolare a forma di sfera cava (glenoide), stabilizzate dalla presenza di una capsula fibrosa rinforzata da benderelle o legamenti. I movimenti si effettuano lungo tutti e tre gli assi fondamentali (sagittale, trasverso e verticale), esprimendo la maggiore mobilità possibile attraverso; sono le articolazioni più mobili del corpo umano, che garantiscono flessione ed estensione, adduzione ed abduzione, circonduzione, intrarotazione od extrarotazione. Esempi sono l’articolazione dell’anca (articolazione coxo‑femorale), l’articolazione tra scapola e omero (articolazione scapolo‑omerale) o del piede (articolazione talo-navicolare).

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