normalizzazione del ritmo cranio-sacrale

ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 alle 17:41

il ritmo cranio-sacrale

Nel corpo umano esistono differenti ritmi, espressione dell’energia vitale: differenti sistemi, attraverso fasi di espansione e retrazione, “pompano” questa energia in ogni distretto dell’organismo; che questa forza vitale si esprima col respiro o si manifesti nell’attività cardiaca, che venga portato ossigeno o distribuito sangue, il risultato è la presenza di un fremito, di una pulsazione che rappresenta la manifestazione della vita.

Quando esaliamo l’ultimo respiro, quando il nostro cuore cessa di battere, noi smettiamo di esistere; allo stesso modo c’è un ritmo inapparente, più sottile, quasi impercepibile che modula lo scorrere della nostra vita.

Anche se è meno conosciuto, deve essere considerato ugualmente importante per il buon funzionamento dell’organismo ed, in particolare, del sistema nervoso, condizionandone la capacità di interagire con il nostro interiore e l’universo che ci circonda: è il ritmo cranio-sacrale.

Esprime il susseguirsi ordinato, nel tempo, di forme di movimento fra le differenti componenti del sistema cranio-sacrale, cioè quell’insieme di ossa, tessuti fasciali, membrane, cellule che garantisce l’ambiente ottimale per il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale.

normalità somato-emozionale

L’alternanza di espansioni e retrazioni alla base del ritmo cranio-sacrale, è caratterizzata da una frequenza ed un’ampiezza che sono la diretta manifestazione dell’equilibrio del sistema somato-emozionale nel suo insieme; ogni stress, ogni trauma, ogni situazione disfunzionale è in grado di influenzare le manifestazioni di questo ritmo, inducendo una risposta generalizzata di adattamento, che altera l’omeostasi neuro-ormonale.

Considerare il sistema cranio-sacrale semplicemente un sistema cinematico chiuso, sarebbe non solo avere una visione limitata e meccanicistica del funzionamento dell’organismo, ma una “contraddizione in termini”: stress, distonie, disfunzionalità condizionano l’estrinsecazione di quello che William Sutherland definì il “respiro della vita”, sottolineando come la sua euritmia ed eufonia potessero essere considerate indicatori di forza vitale dell’organismo.

Per quanto il concetto di normalità, in questo contesto, si sposi con la soggettività, per il Cranio-Sacral Repatterning®, l’idea che la “qualità” della manifestazione ciclica ed armonica sia l’espressione del ben-essere è un concetto fondamentale: la sua espressione euritmica non indica solamente che le singole parti che compongono l’insieme funzionale, cioè ossa ed articolazioni, tessuto fasciale, meningi e liquor, operino in modo bilanciato e coerente, ma esprimono uno stato di eustress ed equilibrio della persona.

un sistema “diagnostico” e “terapeutico”

L’ascolto e l’interpretazione dei “segnali” trasmessi da questo ritmo può essere consideratolo strumento in grado di rivelare lo “stato dell’arte” dell’organismo: l’ascolto attivo delle sue manifestazione permette di evidenziare la presenza di “significance detector”, di cogliere squilibri e distorsioni.

La “normalizzazione del ritmo cranio-sacrale”, rappresenta uno strumento per resettare l’organismo, per riarmonizzare l’olos e per attivare quella “vis medicatrix naturæ” presente in ognuno di noi. Indipendentemente dalla tecnica scelta, sia essa un contatto fronto-occipitale della calvaria o una presa latero-laterale del cranio, che si utilizzi uno still point o un pompage del liquor dal sacro, che ci si avvalga di un reset temporo-vascolare o del rocking mastoideo, la finalità ultima è di ricreare uno stato di quiete del sistema cranio-sacrale: consentire al “meccanismo respiratorio primario” di esprimersi al meglio, significa palesare l’energia vitale dell’organismo.

Qualunque sia la modalità attraverso cui  si “tocchi”, si “prenda contatto” con il ritmo cranio-sacrale, per riportarlo alla normalità, si mira, simbolicamente, ad effettuare un radicale e profondo reset: a “rimetterlo in squadro”, a “riportarlo a una situazione considerata normale”.

normalità e ben-essere

La parola latina “norma” (squadra) era (ed è tuttora) lo strumento adoperato per definire le corrette misure ed i giusti rapporti:  nel linguaggio giuridico o industriale, la norma diviene la regola; ovviamente, parlando dell’organismo, non può esistere una “norma universale”, ma esclusivamente la miglior espressione possibile dell’energia vitale individuale.

Ristabilire rapporti armonici fra le differenti componenti del sistema cranio-sacrale, in particolar modo quando il sistema risulti perturbato o sconvolto da squilibri, facilitare il ritorno a una situazione considerata ottimale, soprattutto dopo un periodo di agitazione o disordine, deve essere considerato un passaggio necessario per permettere la rigenerazione della vitalità ed il ben-essere.

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