achilia

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ultimo aggiornamento: 13 agosto 2017 alle 22:41

Dal greco (a- privativo) e χῦλος (chylós → succo, chilo). Condizione patologica caratterizzata dalla mancata produzione di enzimi digestivi; in genere, parlando di achilia, si sottintende la forma gastrica, contraddistinta dalla totale mancanza di secrezione dei normali componenti del succo gastrico (acido cloridrico e pepsina). In genere è più comune una riduzione della secrezione, per cui si parla di ipochilia, mentre viene definita acloridria, la sola assenza del solo acido cloridrico; talvolta può manifestarsi, anche se più raramente, a livello pancreatico: l’achilia pancreatica è una delle conseguenze della fibrosi cistica (mucoviscidosi) e causa malassorbimento intestinale. Le alterazioni del chimismo gastrico si accompagnano spesso ad altre alterazioni dello stomaco, sia funzionali che anatomiche come l’atonia (insufficienza motoria), l’aerogastria e la dilatazione gastrica. I sintomi dell’achilia sono legati alla deficiente digestione dei cibi essendo caratterizzata da accentuati fenomeni dispeptici: per mancanza dell’azione digestiva e antisettica dell’acido cloridrico e per la conseguente atonia gastrica, si verificano inappetenza (fino all’anoressia), senso di peso all’epigastrio, pirosi gastrica, aerogastria, alitosi, spesso con lingua bianca e patinosa o glossite atrofica. Poiché il più delle volte vi è insufficienza motoria e quindi ristagno del cibo nello stomaco, dove manca d’altra parte l’azione antisettica dell’acido cloridrico, si producono fenomeni di fermentazione abnorme (dispepsia putrida) con eruttazioni acide, rigurgiti di materiale acido, dovuti alla presenza di acidi organici (acido lattico, butirrico, acetico, ecc.) nei prodotti della decomposizione. Questi prodotti, passando nell’intestino, lo irritano, e producono, meteorismo, flatulenza, alvo irregolare, frequentemente diarree (dispepsia intestinale gastrogena) talvolta alternate a stipsi e costipazione; possono esercitare un’azione tossica su tutti gli organi e specularmente sul sistema nervoso, e dare origine a fenomeni di autointossicazione o ad un quadro tipico di Sindrome dell’Intestino Irritabile. Turbe della secrezione, che interessano una o più sostanze componenti il succo gastrico, si osservano tipicamente nelle gastriti croniche atrofiche e nelle gastriti alcoliche: in queste affezioni difatti le ghiandole della mucosa perdono la loro capacità secretiva. La diminuita produzione di acido cloridrico da parte delle cellule ossintiche, provoca un contemporaneo deficit di fattore intrinseco, una glicoproteina che favorisce l’assorbimento di vitamina B12: l’alterazione conduce all’anemia perniciosa;può essere associata ad una forma sideropenica, in quanto è necessaria una forte acidità gastrica, per la riduzione del ferro dalla forma ferrica (Fe+++) a quella ferrosa (Fe++), per poter favorirne l’assorbimento nell’intestino tenue. Comunemente secondaria a gastriti atrofiche, gastrite cronica (catarro gastrico), atrofia della mucosa gastrica e altre gastropatie può essere un sintomo di carcinoma gastrico. Esistono forme di achilia funzionale, dovute a perturbamenti della innervazione gastrica, causate da eziologie eterogenee (tossiche, come disturbi alimentari, alcoolismo, tabagismo; traumatiche, infettive, psichiche). In alcuni casi all’atrofia della mucosa gastrica si associa alterazione o atrofia della mucosa intestinale, con quadri via via crescenti di infiammazione o alterazione che possono portare a alla Sindrome dell’Intestino Permeabile (Leacky Gut Syndrome); talvolta si stabilisce uno stato crescente di anemia e di dimagramento, che può arrivare a gravi forme di cachessia.

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