plagiocefalia

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ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2019 alle 11:19

Dal greco πλάγιος- (plágios- → obliquo, trasverso) e -κεϕάλια (-kephalia → relativo al capo, alla testa), diminutivo di κεϕαλή (kephalḗ → testa): malformazione del cranio tipica degli infanti, detta anche cranio obliquo ovalare, caratterizzata da asimmetria determinata dall’obliquità dell’asse principale (asse sagittale); in genere, la testa di un bambino con plagiocefalia possiede una forma romboidale, con evidenti asimmetrie, come un orecchio in posizione più avanzata rispetto all’altro o un occhio più piccolo dell’altro.

Esistono forme transitorie di plagiocefalia: quella più comune è il prolungato appoggio unilaterale della testa sul letto (o sulla culla), nel corso della notte o dei riposi diurni (plagiocefalia posturale), ma si possono verificare forme determinate dalla saldatura precoce, omolateralmente, della sutura fra l’osso frontale e l’osso parietale, per un processo di sinostosizzazione, che comporta un appiattimento unilaterale della regione occipito-parietale della volta cranica.

Durante il periodo finale della gestazione, alla nascita e durante i primi mesi di vita, le ossa della teca cranica, ed in particolare quelle della calvaria, sono facilmente modellabili, in quanto derivanti da osso dermale, e non fuse tra di loro, in conseguenza delle presenza di suture o fontanelle; per questa ragione è non è raro che possano assumere forme non consone o venire deformate, come conseguenza di compressioni peri-partum o della postura che il bambino assume. Possiamo affermare che la plagiocefalia è la modificazione che subisce l’aspetto della testa del neonato dipendente dalle forze che influiscono sulle ossa craniche ancora elastiche; spesso, soprattutto nelle forme transitorie, queste asimmetrie si manifestano  dopo il parto, anche se non è raro vedere bimbi la cui testa manifesta distorsioni già alla nascita, soprattutto in caso di parto gemellare.

Anche se oggi la plagiocefalia alla nascita è un evento raro, questa deformazione, spesso definitiva, può essere causata dall’utilizzo, durante la fase espulsiva del parto, del forcipe o delle ventose, strumenti utilizzati per aiutare il neonato ad uscire al meglio e senza complicazioni, ma che possono creare malformazioni e schiacciamenti alla testa; alla nascita il bambino può soffrire di plagiocefalia posizionale spesso determinata da un’eccessiva pressione che si esercita a livello uterino, una malformazione già presente settimane prima del parto: la pressione uterina eccessiva può essere causata da mancanza di spazio, come nel caso in cui il bambino sia di dimensioni eccessive rispetto a quelle dell’utero; quando si ha a che fare con una gravidanza gemellare, situazione in cui lo spazio deve necessariamente essere condiviso da due o più bebè; nei casi di oligoidramnios (riduzione della quantità del liquido amniotico) o, all’opposto, di polidramnios (eccesso di liquido), condizioni che possono sottoporre il cranio embrionale a schiacciamento, per il contatto prolungato con le strutture materne, o a compressioni, dipendenti dall’eccessiva sollecitazione da parte del liquido amniotico. La plagiocefalia posizionale non si rivela necessariamente al momento del parto: il bambino nasce con la testa di una forma perfetta, ma può manifestare i sintomi della plagiocefalia più tardi, a distanza di qualche settimana o, addirittura, di qualche mese.

Spesso, in caso di alterazioni non troppo gravi, il movimento del bambino è in grado di riassettare l’equilibrio della volta cranica, in quanto le ossa sono sufficientemente elastiche da poter riprendere una forma più o meno sferica; nel caso in cui sia presente una plagiocefalia sinostotica, con la crescita, la fusione delle fontanelle e delle suture craniche (sinostosizzazione) ed il processo di ossificazione del tessuto osseo membranoso, la consistenza ossea cambia, assumendo la resistenza meccanica ed una forma definitiva, creando uno squilibrio che può mantenersi anche nell’adulto.

La sinostosi del cranio comporta una chiusura prematura delle suture craniche: nel caso in cui si verifichi la saldatura precoce della sutura sagittale, il cranio diventa allungato e stretto e assume una forma a cuneo (scafocefalia), mentre l’ossificazione della sutura coronale dà origine ad un cranio stretto e alto, a forma di torre (oxicefalia o acrocefalia); quando invece la sutura coronale o al sutura lambdoidea si chiudono prematuramente soltanto da una parte, il cranio è torto e asimmetrico (plagiocefalia). Quest’ultima è contraddistinta da una maggiore o minore asimmetria delle due metà del cranio, constatabile soprattutto nella norma verticale, ma anche nelle altre norme: la forma più frequente è la plagiocefalia incrociata, per la quale una metà del frontale è sita a un livello più arretrato dell’altra metà, mentre si verifica il fatto opposto per l’occipite.

Tra le manifestazioni più ricorrenti che accompagnano la plagiocefalia, dovute a una compressione ossea o muscolare, in particolar modo della base del cranio, possono esserci frequenti e abbondanti rigurgiti: occorre notare, infatti, che la plagiocefalia può essere causata da un torcicollo congenito (il bambino ha la tendenza a ruotare la testa sempre da un lato).

In alcuni casi possono comparire difficoltà di suzione, difficoltà a poppare correttamente dai due lati, coliche: queste manifestazioni possono dipendere da un coinvolgimento dell’area sub-occipitale con piccole compressioni del nervo glosso-faringeo, del nervo ipoglosso o del nervo vago; raramente, come effetto dello schiacciamento esercitato dal cranio sull’encefalo in via di sviluppo, possono manifestarsi ritardi o difficoltà nel raggiungimento delle tappe motorie, difficoltà a stare in posizione prona, a rotolare, a gattonare, così come talvolta insorgono disturbi del sonno.

Le asimmetrie craniche talvolta sono responsabili di asimmetrie facciali con problematiche a livello visivo (strabismo), uditivo od occlusale, per il coinvolgimento dell’articolazione temporo-mandibolare); in alcuni casi si è notata una correlazione con lo sviluppo di scoliosi nell’età puberale.

Il Cranio-Sacral Repatterning® può essere considerato una tecnica di elezione, per il trattamento precoce della plagiocefalia: la possibilità di agire, senza rischi di trauma, sul neonato, fin dai primi giorni di vita; la delicatezza del contatto e la non invasività; l’efficacia nel riequilibrare le forze coinvolte nei rapporti all’interno della catena cinematica costituita non solo dalle ossa del neurocranio, ed in particolar modo della calvaria, ma anche dello splancnocranio, ne fanno una scelta preferenziale.

La competenza dell’artigiano della salute, specializzato in questa disciplina, permette un intervento precoce, spesso risolutivo: la normalizzazione dei rapporti ossei della teca cranica; la stabilizzazione delle forze che agiscono sulle suture craniche; l’intervento sulle tensioni conseguenti al parto, che si verificano nell’area sub-occipitale; la riequilibrazione delle distonie della muscolatura presente alla base del cranio e nel collo, sono tutte aree che possono essere gestite, nel neonato o nell’infante, con abilità ed accortezza in modo tale che vengano annullate tutte quelle componenti che potenzialmente in grado di alterare o perturbare il benessere del bambino.

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