la goccia
che fa traboccare …
(proverbio)

ultimo aggiornamento: 24 maggio 2018 alle 14:54

… una stilla …

… una piccola goccia, che cade …

… piccola, quasi insignificante, ma insistente fino al punto di poter scavare il sasso …

… una goccia, una piccolissima quantità … quasi banale, scontata, perfino futile, priva di interesse … eppure, la piccola goccia, a lungo andare, è in grado di riempire ogni vaso, al punto tale che nemmeno “il fiume più copioso non può aggiungere una goccia d’acqua” (Lev Tolstoj) …

… una piccola insignificante goccia, che, assieme alle sue consorelle, goccia dopo goccia, è capace di far traboccare il vaso .. perché la misura è colma! … quando si esaurisce la capienza, non si può che straripare, provocando una reazione che si manifesta decisa, subitanea, violenta: una risposta che innesca una cascata di eventi … una piccola goccia che, nella sua apparente inconsistenza, diviene il fattore scatenante.

In fondo, se ci pensiamo bene, non è molto diverso, per noi esseri umani, nel nostro quotidiano: un evento, un fatto, una parola possono scatenare una sequenza di avvenimenti, come un trigger, un grilletto; quello che sembrava essere un punto di equilibrio, viene turbato, sconvolto, messo sottosopra! Così come viene alterata la stabilità illusoria, che pensavamo di possedere, allo stesso modo il nostro corpo può perdere l’organizzazione funzionale, per una causa apparentemente insignificante: la disorganizzazione, influendo sulle capacità cibernetiche dell’organismo, induce alterazioni e mal funzionamenti e disfunzionalità, fattori eziologici potenzialmente patologici.

… tutto per una piccola goccia, una scintilla in grado di dare fuoco ad una pira pronta ad ardere … dal latino factor, participio passato di facĕre, un attore che ha agito, una causa agente che ha svolto un ruolo di attivatore, che “ha fatto”: noi ne vediamo i risultati, non riuscendo a cogliere quella successione di situazioni e circostanze che sono state messe in moto precedentemente, per portare all’esito attuale, spesso non comprendendone, a posteriori, la genesi.

Uno stimolo capace di innescare una sequenza di episodi, perché, letteralmente scatenando, “libera dalla catena“: vengono “eliminati i vincoli” che impediscono all’ignoto di manifestarsi, dando libero corso ad una sequela di “esiti”; venendo meno la supervisione e la vigilanza, si altera il normale fluire degli eventi. Se pensiamo al corpo umano, quando l’organismo viene privato dei meccanismi di regolazione, la normale fisiologia subisce la perdita della necessaria coordinazione funzionale … potremmo dire che un fattore scatenante è la goccia che riesce a scardinare l’omeostasi, facendo traboccare un vaso la cui capienza si è ridotta: la presenza di molteplici cofattori eziologici, agendo come stressor, hanno progressivamente depauperato le capacità allostatiche, dell’organismo, rendendoci deboli e fragili, proni a subire le “aggressioni” e le “alterazioni” del nostro ecosistema.

Come esseri evoluti, possediamo l’abilità di controllare ciò che avviene nel nostro corpo e possiamo interagire con l’ambiente che ci circonda: questa peculiarità ci permette di gestire, in maniera vincente, lo stress somato-emotivo che deriva dal rapporto sociale e dalla relazione col mondo in cui viviamo; siamo in grado di contrastare le noxæ che, agendo come fattori biocidici, riescono a scardinare i sistemi difensivi e adattativi dell’organismo. Un fattore scatenante è la goccia che porta lo stress oltre il limite, al di là della soglia che il nostro corpo può tollerare; ci fa arrivare all’incapacità di sopportare ulteriori “pressioni” o “carichi”, rendendoci vulnerabili.

 

gutta cavat lapidennon vi sed saepe cadendo

la goccia scava il sasso, non grazie alla sua forza,
ma per il suo continuo cadere

 

L’indebolimento dovuto alla presenza di cofattori eziologici, da un lato, depaupera l’individuo delle proprie risorse, dall’altro agisce come elemento sincronico, rafforzando la propria azione: ciò rende il sistema somato-emozionale disfunzionale ed incapientela genesi della malattia,  ovvero l’insorgenza del morbo, dipende dalle disparità fra le richieste a cui viene sottoposto il nostro “IO” e le risorse a nostra disposizione. Le nostre fragilità subiscono l’effetto dirompente della goccia che fa traboccare il vaso, disvelando il “locus minoris resistentiæ“, cioè il nostro personalissimo “tallone d’Achille”, che può palesarsi a livello posturale od organico, emozionale o spirituale, biochimico o metabolico.

Il ripristino della vitalità individuale deve essere considerato il primo passo per consentire alla vis medicatrix naturæ, cioè alla possibilità di rigenerarsi presente in ogni essere vivente, di svolgere il proprio compito: Kinesiopatia® Osteopatica, Kinesiologia Transazionale®, Cranio-Sacral Repatterning® sono strumenti che permettono di identificare le aree di squilibrio prioritarie e suggerire possibili vie di riequilibrazione del milieu intérieur, per facilitare il percorso verso la salute ed il ben-essere.

francesco gandolfi

“quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano,
ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo.”
(Madre Teresa di Calcutta)


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