ecosistema

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Dal greco οἶκος (ēkhṓ → dimora) e σύστημα (sýstēma → riunione, complesso), derivato da συνίστημι (synístimi → porre insieme, riunire): per comprendere il concetto di ecosistema è necessario prendere atto del fatto che nessun organismo vive nell’isolamento, bensì è in relazione necessaria sia con l’ambiente fisico-chimico che lo circonda, sia con altri esseri viventi; da un lato, queste interazioni sono necessarie per la sopravvivenza, in quanto ogni organismo è soggetto a deperimento ove non provveda mediante il nutrimento a mantenere funzionante la sua complicata organizzazione interna, o per la  riproduzione, che garantisce la sopravvivenza della specie e la proiezione dell’individuo oltre la sua morte. Dall’altro, ogni essere vivente, essendo sia soggetto attivo sia soggetto passivo di queste interazioni, trova proprio in esse un limite alla capacità di sopravvivere e riprodursi: tale capacità non è indefinita ma funzione delle proprietà fisico-chimiche dell’ambiente circostante (fattori abiotici) e della natura ed abbondanza degli altri organismi che si trovano nel medesimo ambiente (fattori biotici).

Un insieme di organismi che sia “biologicamente chiuso“, cioè tale che nessun elemento dell’insieme interagisca direttamente o indirettamente con organismi al di fuori dell’insieme stesso, si dice una comunità ecologica. Va chiarito che l’epiteto “biologicamente chiuso” dato agli ecosistemi va riferito solo all’assenza di interazioni biologiche tra organismi dentro e fuori l’ecosistema stesso; da un punto di vista termodinamico, un ecosistema è aperto nel senso che con l’esterno possono essere scambiati flussi di energia e di materia.

L’ecosistema può essere considerata una “unità ecologica fondamentale”, formata da una comunità di organismi viventi in una determinata area (biocenosi) e dallo specifico ambiente fisico (biotopo), con il quale gli organismi sono legati da complesse interazioni o scambi di energia e di materia; pur potendo essere considerato una entità unica, un ecosistema comprende diversi habitat e differenti nicchie ecologiche: l’habitat può essere definito come il luogo fisico dove si crea il complesso degli scambi energetici che sottostanno alla sopravvivenza stessa dell’ecosistema, mentre la nicchia ecologica rappresenta il ruolo ecologico (funzione), che ogni forma vivente occupa all’interno dell’habitat, ovvero è lo “spazio” che include gli aspetti dell’esistenza di quella particolare specie o essere vivente.

Possiamo affermare che un ecosistema è una comunità di organismi viventi in relazione con il proprio ambiente: fra i vari componenti di questo “complesso” si genera un interscambio, un flusso di nutrienti ed energia, che lega i singoli elementi costituenti l’ecosistema stesso: le relazioni che si generano, per quanto possano essere ripetitive o schematiche, mantengono aspetti di mutevolezza che inducono a considerare l’ecosistema stesso una struttura dinamica ed in divenire: non esiste un equilibrio statico, in quanto l’insieme degli elementi è in continua evoluzione. I processi vitali che si svolgono negli ecosistemi sono basati su una rete di trasformazioni chimiche che comprendono la sintesi e la degradazione della materia organica (che avviene per mezzo di forme vitali elementari), associati a una sorgente di energia che sia in grado di assicurare il mantenimento di queste trasformazioni: il trasferimento di energia dalla materia pura o dalle forme elementari agli altri organismi dell’ecosistema avviene attraverso le catene alimentari che collegano tra di loro i componenti della biocenosi.

Una catena alimentare può essere definita come la successione con cui alcuni organismi si nutrono di quelli che li precedono (da un punto di vista evolutivo o filogenetico) e, a loro volta, costituiscono una forma di alimento per quelli che li seguono: a seconda del posto occupato nella catena alimentare, gli organismi si collocano a diversi livelli trofici, potendo essere classificati in produttori, consumatori e decompositori; le diverse catene alimentari presenti in un ecosistema sono integrate tra loro a formare complesse reti alimentari. Il passaggio dell’energia attraverso l’ecosistema è unidirezionale, cioè va dai produttori ai consumatori e ai decompositori, e a ogni stadio una parte di energia si degrada, venendo dissipata sotto forma di calore ed è perduta.

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