algia

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ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2018 alle 17:06

Dal greco ἄλγος (álgos → dolore): termine utilizzato in medicina per indicare la presenza del dolore, qualunque sia la sua causa o localizzazione. Indipendentemente dal fatto che la localizzazione del dolore sia regionale o viscerale, tutte le stimolazioni algiche che si producono sulla pelle o negli organi interni vengono instradate assieme a quelle prodotte dai recettori propriocettivi e solamente quando arrivano alle strutture encefaliche, se lo stimolo nervoso eccitatorio è sopraliminale (sopra la soglia minima), vengono interpretare come algiche. Generalmente il dolore viene classificato in dolore somatico, superficiale,  in genere ben identificabile spazialmente, provocato da qualsiasi stimolo di intensità adeguata, indipendentemente dal fatto che la causa sia di origine meccanica, tattile, termica o derivi da causticazione oppure irritazione chimica; un dolore viscerale, profondo, solitamente poco localizzato o diffuso, usualmente descritto come vago, sgradevole, nauseante, spesso associato a sudorazione e a variazioni della pressione arteriosa: l’indeterminatezza nell’identificare con precisione la sede del dolore profondo dipende dalla minor densità recettoriale viscerale, rispetto alla concentrazioni di terminazioni nervose presenti nel derma sottocutaneo o a livello muscolo-tendineo, anche se tali recettori sono molto sensibili alle stimolazioni quali la distensione che, qualora sia anomala rispetto al transito fisiologico, può essere la causa di dolori di particolare intensità, come nel caso delle coliche. L’irritazione o la lesione delle fibre sensitive, indipendentemente dal fatto che la causa sia tossica, infettiva o traumatica, scatena dolori che possono essere l’espressione di un interessamento di nervi periferici (nevralgia), dei plessi nervosi (plexalgia), delle radici nervose (radicolite), o delle strutture centrali (parenchima midollare, talamo, corteccia). Il dolore acuto può essere considerato un mezzo attraverso cui il sistema nervoso ci informa di un pericolo o di un danno potenziale, anche se quando permane a lungo, può indurre disturbi somato-emozionali oppure modificare i comportamenti sociali o la qualità del sonno, portando all’insorgenza di quadri di iperalgesia ed  allodinia o algodistrofia. Per quanto la rimozione del dolore, senza un’adeguata ricerca delle cause scatenanti, debba essere considerata un’attitudine sbagliata poiché può nascondere il peggioramento del quadro disfunzionale o patologico, in quanto il benessere spesso è solamente illusorio e potenzialmente pericoloso, l’algesia deve essere comunque affrontata, per ridurre lo stress algogeno. L’utilizzo di tecniche della Kinesiologia Transazionale® ad azione normalizzante, quali il ciclo-neuro vascolare, che utilizzando i punti riflessi identificati dal Dott. Terrance J. Bennett permette di favorire la sincronizzazione del microcircolo cerebrale, consente di ridurre l’alterata risposta del sistema nervoso autonomo; parimenti efficaci possono rivelarsi il reset tempo-vascolare, la “normalizzazione del ritmo cranio-sacrale” o l’utilizzo degli still point, abilità che  il Cranio-Sacral Repatterning® mette a disposizione del professionista del benessere, per poter intervenire sia sulla manifestazione dolorosa, abbassando il livello di stress organico e l’iperreattività neurologica, sia sulle cause scatenanti, migliorando la risposta organica al dolore.

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