noesi

ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2020 alle 0:11

Dal greco νόησις (nóisis → conoscenza intuitiva), derivato da νοέω (noéo → capire, conoscere, pensare, concepire ma anche prendere dentro): il concetto di noesi muta notevolmente nel tempo, passando dalla concezione di “conoscenza intuitiva” e “pre-discorsiva”, espresse da Platone ed Aristotele, alla interpretazione di Edmund Husserl, dove assume il significato di “qualsiasi atto con cui il soggetto percepisce, conosce l’oggetto dell’esperienza”.

Per le discipline come la Kinesiopatia®, la Kinesiologia Transazionale® od il Cranio-Sacral Repatterning®,  esprime l’atto della “intuizione”: quando è possibile integrare fra l’esperienza percettiva e le conoscenze acquisite, a cui accedere quando la nostra mente non viene condizionata dal pensiero logico, si è in grado di esprimere pienamente le proprie capacità analogiche e associative.  La vera “intuizione noetica” è l’espressione dell’interiorizzazione di quanto appreso e compreso, creando quel “sapere” che può divenire fruibile al di là dell’atto cosciente e consapevole, ma che si esprime come atto intuitivo, cioè basato su una conoscenza immediata che non si avvale del ragionamento predittivo o statistico.

In parole semplici il processo noetico può essere definito come la successione di intuizioni, aventi tra loro un nesso più o meno profondo, che nascono dalla conoscenza integrata dalla competenza e verificata dall’esperienza: la mente, libera da preconcetti, sviluppa l’abilità di comprendere le connessioni profonde alla base delle manifestazioni, permettendo al professionista del ben-essere di comprendere le radici del dis-stress e delle dis-funzionalità.

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