meccanismo respiratorio primario

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ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2018 alle 10:40

Alla fine degli anni’30 del secolo scorso, William Garner Sutherland, uno dei più brillanti allievi di Andrew Taylor Stil, pubblicò una breve monografia, “The Cranial Bowl”, per esporre il risultato di ricerche, più che ventennali, sul movimento ritmico del corpo e la mobilità delle ossa del cranio: l’idea, nata dall’osservazione delle peculiarità morfologiche delle ossa craniche e dalla presenza di suture e sincondrosi, che facevano supporre l’esistenza di mobilità interossea, era che esistesse una forza vitale, un’energia, in grado di generare un movimento dall’interno, che potesse esprimere quella che William Sutherland stesso definì il “breath of life” (respiro della vita).

«Permettere alla funzione vitale interna di
manifestare la propria potenza infallibile,
piuttosto che applicare una forza cieca venuta dall’eterno.»
The Cranial Bowl” – William Garner Sutherland

Immaginò, facendo un paragone con un altro ritmo associato alla vita, che oltre alla respirazione ci fosse un movimento, una mobilità intrinseca, non legata a movimenti muscolari, che definì meccanismo respiratorio primario: ipotizzò vi fosse un “quid“, insito nel sistema nervoso centrale che, attraverso i tessuti nervosi, il liquido cefalo-rachidiano, le meningi, le strutture ossee deputate a contenere l’insieme di queste entità morfo-funzionali ed i tessuti connettivali che li circondavano, si manifestasse all’esterno del corpo in forma ritmica, definendolo:

  • meccanismo, in quanto, avendo studiato il movimento da un punto di vista della meccanica, vedeva nelle combinazione delle strutture ossee, che agivano come un sistema cinematico, un orientamento tale da produrre movimenti predeterminati;
  • respiratorio, perché, nella sua visione, il concetto di respirazione, con l’alternanza della fasi di espansioneretrazione, simboleggia l’idea di un “metabolismo intracranico”, contrassegnato dal susseguirsi di fasi di apporto di nutrimento ed eliminazione, una sorta di una respirazione fisiologica del tessuto nervoso, autonoma e indipendente dalla respirazione costo-diaframmatica;
  • primario, per il fatto che il “respiro della vita” è precedente a quella costo-diaframmatica, essendo espressione diretta dal sistema nervoso centrale: il ritmo cranio-sacrale comincia a manifestarsi intorno al V° mese di vita intrauterina e continua per qualche ora dopo la morte clinica, esistendo prima della nascita e perdurando dopo la nostra morte, mentre la respirazione toracica si manifesta solo quando veniamo al mondo e cessa quando, morendo, esaliamo l’ultimo respiro.

Attraverso il lavoro sperimentale, William Sutherland riuscì a dimostrare che disfunzioni del meccanismo respiratorio primario possono creare degli effetti negativi sul corpo, agendo come noxæ, cioè cofattori eziologici, in grado di condizionare la piena espressione del “respiro della vita“. Le caratteristiche del ritmo cranio-sacrale manifestano l’armonia e l’equilibrio di questo sistema fondamentale per l’espressione del ben-essere, mentre le sue alterazioni possono essere considerate significance detector ovvero “segni” di distonie potenzialmente dannose, che contengono la potenzialità di facilitare l’insorgenza di processi morbosi. Per quanto il concetto di “breath of life” contenesse una idea di trascendenza, William Sutherland assimilava il meccanismo respiratorio primario ad un sistema cinematico chiuso, dove la “lesione“, il “fault” è un ingranaggio mal funzionante, da “riallineare”; anche se il Cranio-Sacral Repatterning® vede il sistema cranio-sacrale, più come un sistema fluido a densità differenziale, il tramite attraverso cui esprimiamo l’equilibrio somato-emotivo, dove le dissonanze sono l’espressione dinamica di forze capaci di mantenere “patterns” (schemi) distorsivi, non possiamo non riconoscere l’impronta lasciata nel nostro modo di lavorare dal lavoro di questo grande uomo.

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