allostasi

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ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2019 alle 19:53

Dal greco ἄλλος (állos → diverso, altro) e στάσις (stásis → stabilità) derivato della radice στα– di ἵστημι (histánai → stare): la capacità di mantenere la stabilità dei sistemi fisiologici per mezzo del cambiamento.  Parola coniata da Sterling e Eyer nel 1988, per descrivere un processo addizionale per ristabilire l’omeostasi, attraverso un processo adattativo che consenta di mantenere attivamente la stabilità attraverso il cambiamento (“Allostasi è un paradigma per spiegare l’insorgenza di una patologia.” ~ Sterling & Eyer, 1988). L’allostasi si differenzia dal controllo omeostatico, che mira a garantire la costanza dei sistemi, in quanto mira a regolare e modificare i sistemi omeostatici, per adeguarli alle esigenze adattative poste dall’ambiente all’organismo: la capacità adattativa allostatica dipende dall’efficienza dell’organismo nel regolare sia la fisiologia sia i meccanismi comportamentali che supportano e modulano la fisiologia stessa: quando l’organismo è sottoposto a sfide ambientali entra in uno stato allostatico, per poter garantire una miglior sopravvivenza. Mentre l’omeostasi rappresenta la capacità dell’organismo di controllare i sistemi che sono essenziali, l’allostasi gestisce quelli che mantengono questi sistemi in equilibrio. Rappresenta la capacità dell’organismo di mantenere la stabilità dinamica in vari complessi fisiologici (SNA, asse HPA, sistema cardiovascolare, sistema metabolico, sistema immunitario), in risposta a richieste interne e esterne: i sistemi corporei sono progettati per operare all’interno di un ampio raggio d’azione, attraverso una costante modificazione dei punti di regolazione. A differenza dell’omeostasi, dove le risposte fisiologiche assumono un ruolo primario, nell’allostasi il cervello svolge un ruolo primario, incorporando fattori influenti come l’esperienza, i ricordi, l’anticipazione e la rivalutazione delle esigenze del momento, in previsione delle necessità fisiologiche nelle dinamiche del controllo omeostatico, attraverso dinamiche cibernetiche. Assume perciò un’importanza significativa durante gli eventi imprevisti, nei conflitti delle gerarchie sociali, nella concorrenza per le risorse, nelle calamità naturali o, viceversa, durante gli eventi prevedibili, come ad esempio i cambiamenti stagionali, che attivano la migrazione e la sospensione.

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