vestigia

definizione

Il lemma è una forma latina acquisita, «sicut et simpliciter», nella lingua italiana: plurale di vestigium (→ traccia, orma, impronta), affine al verbo vestigare (→ seguire le tracce, da cui deriva investigare): in anatomia sono quegli elementi di un organismo che in esso persistono, ma che hanno perso del tutto la funzionalità che invece avevano in un antenato o nell’embrione.

Si possono individuare due tipi di vestigia: filogenetico o ontogenetico: l’appendice vermiforme, viene considerato un reliquato dell’intestino degli erbivori (vestigia filogenetica), mentre si considera l’ombelico una traccia del processo ontogenetico che porta allo sviluppo ed alla autonomia l’uomo; un elemento vestigiale può non aver alcun ruolo nell’organismo, come l’epooforon (residuo di epoca embrionale del tubulo mesonefrico che si ritrova nella donna), avere ancora qualche funzione, come i denti del giudizio, oppure aver cambiato funzione, come il sacco vitellino nell’embrione umano. Talvolta, soprattutto nel contesto dell’affermarsi della teoria evoluzionistica, vennero definiti vestigiali diversi organi umani, cui più tardi venne invece riconosciuta una funzione effettiva, come il timo; secondo alcuni autori lo stesso si potrebbe affermare dell’appendice vermiforme.

Esempi di elementi che si consideravano vestigia nell’uomo, ma ne è stata dimostrata una funzione, vi sono la plica semilunare della congiuntiva dell’angolo interno dell’occhio, residuo della membrana nittitante, che in altri mammiferi, negli uccelli, nei rettili e negli anfibi è molto più sviluppata e può essere distesa sull’occhio, a palpebra aperta, svolgendo una funzione di protezione e lubrificazione.

Anche i muscoli erettori del pelo, considerati a lungo inutili, in quanto egli animali permettono di aumentare la capacità coibentante della pelliccia e, in certi casi, di apparire più massicci ai nemici, e i peli folletto (peli atrofizzati), che ricoprono quasi tutta la superficie del nostro corpo e che una volta formavano una folta pelliccia, sono stati a lungo negletti ed oggi riabilitati nella loro funzione umana.

Il coccige, residuo della coda dei nostri antenati, è un osso a lungo considerato poco utile, che, viceversa, svolge un ruolo non secondario nel mantenimento dell’equilibrio del pavimento pelvico e della postura eretta(habitus); anche l’organo vomero-nasale, un sistema olfattivo accessorio, ubicato nella cavità nasale ma fisicamente separato dall’epitelio olfattivo, specializzato nella percezione dei ferormoni, che si riteneva inutile nell’uomo ma che ultimamente è stato rivalutato, in quanto è stato scoperto che I recettori epiteliali dell’organo vomero-nasale inviano gli stimoli nervosi derivanti dalla trasduzione dell’informazione chimica in una zona del cervello diversa dalla tradizionale corteccia olfattiva, e precisamente in una zona che si pensa essere preposta alle risposte emotive ed ai cosiddetti “comportamenti innati”.

I tubercoli di Darwin, residuo dell’articolazione grazie alla quale gli animali possono muovere e orientare i padiglioni auricolari e i muscoli del padiglione auricolare sono ancora attivi in una piccola percentuale della popolazione.

Secondo alcuni anche la dentatura eterodonte dovrebbe essere considerato un reliquato arcaico, in quanto, in virtù delle moderne abitudini alimentari, non è più necessaria la differenziazione funzionale tra i denti, soprattutto se si pensa alla funzione primitiva dei i canini.

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