peritoneo

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Dal greco περιτόναιον (peritónaion → disteso intorno), composta da περι (peri-→ intorno) e τείνω (teíno → tendere): membrana sierosa, liscia, trasparente, sottile, che riveste la cavità addominale, costituito da due foglietti continui, di cui uno riveste gli organi addominali (peritoneo viscerale) e l’altro le pareti dell’addome (peritoneo parietale), delimitando una cavità virtuale (cavità peritoneale), in cui si trova una scarsissima quantità di liquido sieroso che facilita lo scorrimento delle superfici degli organi addominali tra loro e contro le pareti della cavità stessa. Nell’uomo la cavità peritoneale è completamente chiusa, mentre nella donna comunica indirettamente con l’esterno attraverso i due orifizi tubarici interni. A seconda dei rapporti che gli organi della cavità addominale hanno col peritoneo, si distinguono in intra- ed extraperitoneali: la definizione dipende dal fatto che siano ne siano ricoperti per una grande estensione, soltanto parzialmente o non ne siano rivestiti affatto. Il peritoneo viscerale, oltre a rivestire gli organi endoaddominali, ne assicura anche la fissazione alle pareti addominali mediante plicature, dette mesi, contenenti nella loro compagine gli elementi vascolo-nervosi destinati agli organi; attraverso plicature tese tra gli organi, denominate epiploon, assicura i reciproci rapporti intercorrenti fra i vari organi. Un cenno a parte merita il grande epiploon, detto anche grande omento, o mesogastrio, che, sempre costituito da una duplicatura del peritoneo viscerale, si estende dalla grande curvatura gastrica al colon trasverso, ricoprendo la massa intestinale a guisa di grembiule (grembiule omentale o epiploico). Al pari di tutte le membrane sierose, anche il peritoneo è costituito da uno strato epiteliale, ovvero il mesotelio, e da un tessuto connettivo lasso di sostegno: il mesotelio è uno strato di epitelio pavimentoso estremamente sottile e molto permeabile al liquido interstiziale che lo attraversa, mantenendo costantemente umide le superfici peritoneali. La cavità peritoneale è la più caudale delle quattro cavità sierose del corpo (le due cavità pleuriche e la pericardica): come queste, deriva nell’embrione da suddivisioni della cavità celomatica originariamente unica.

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