Irritabilità Intestinale
e disbiosi:
il microbiota

ultimo aggiornamento: 13 luglio 2017 alle 12:01

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disbiosi ≡ disfunzionalità? quale soluzione?

Il quadro disfunzionale giustifica i vari sintomi clinici che vanno dal meteorismo e flatulenza, all’alvo variabile, prurito, dolore anale e sintomi urogenitali vari, tutti elementi in grado di scatenare o incrementare la presenza di una Sindrome dell’Intestino Irritabile associata a varie manifestazioni quali l’alterazione della Valvola Ileo-Cecale o della Valvola di Houston, un quadro di alterata permeabilità intestinale o intolleranze alimentari: si innesca, in genere una spirale, un circolo vizioso ove ogni elemento eziologico diviene conseguenza dello squilibrio di un altro sistema, ed ogni effetto patologico è causa di ulteriori alterazioni funzionali o dell’ecosistema.

La combinazione fra l’iperattività e l’ipersensibilità del Sistema Neuro-Viscerale e, l’esaltata reattività delle cellule enteriche causata dai fenomeni disbiotici, provoca spesso l’esaltazione della motilità enterica, con la creazione di un disordine pan-intestinale, che coinvolge tutto il tubo digerente.

La risposta dell’organismo, all’introduzione del cibo, viene snaturata per la compresenza di stress organico-metabolico che, modificando il pH enterico, altera l’ecosistema biotico e creando fenomeni di “disbiosi reattiva”.

Si assiste all’insorgenza, quindi, di sintomi clinici come il gonfiore e il dolore addominale crampiforme, diarree ricorrenti oppure stipsi, aumento di peso e sintomi vari, tutti sinteticamente identificabili con i termini “colite” e “colon irritabile”. Il quadro clinico non è riconducibile solamente a manifestazioni di disagio, dolore o disturbi e sintomi enterici, ma spesso occorre considerare che queste manifestazioni patologiche sono collegate ad altri disturbi, anche non immediatamente correlabili alla disbiosi, quali stati depressivi, alterazione del rapporto sonno-veglia, problemi di concentrazione, disturbi della coordinazione, cefalee, disfunzioni epatiche, predisposizione alle malattie respiratorie ed otiti, alle infezioni in genere e alle forme allergiche.

L’approccio più “tradizionale” ai problemi della disbiosi in genere e della candidosi, si risolve nel suggerimento di ricorrere ad una dieta all’utilizzo di “lattobacilli” o probiotici: essendo il problema molto più articolato e complesso, coinvolgendo la sfera neuro-ormonale e immunitaria, oltre che quella gastro-enterica, la visione terapeutica basata sulla modifica dell”alimentazione o tramite integrazione alimentare è un po’ semplicistica e riduttiva.

L’intervento professionale di un operatore specializzato in Kinesiologia Transazionale® può permettere di ampliare l’indagine sulle aree in squilibrio, agendo sullo stress (spesso presente e causa scatenante) e sui processi digestivi, riequilibrando i sistemi neuro-immuno-endocrini e lavorando sulle componenti somato-emotive alla base dell’instabilità dell’ecosistema corpo-microbiota.

Correggere le eventuali intolleranze alimentari, riequilibrare il funzionamento della Valvola Ileocecale e di Houston, sono alcune fra le tecniche che possono essere utilizzate per correggere i fenomeni disbiotici e i sintomi tipicamente riconducibili alla “colite spastica”. L’integrazione con le abilità della Kinesiopatia® Osteopatica o le capacità di un operatore che applichi il Cranio-Sacral Repatterning® sono in grado di sostenere il cambiamento necessario per ritrovare armonia equilibrio nella nostra “sfera gastro-intestinale”, per riequilibrare la funzionalità dell’apparato digerente, pilastro fondamentale per la nostra vita.

francesco gandolfi

risorse:

 → colite spastica: la Sindrome dell’Intestino Irritabile