Test Nutrizionali Kinesiologici:
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ultimo aggiornamento: 13 luglio 2017 alle 12:07

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allergia paradossa e alimenti biocidici

I test nutrizionali per identificare eventuali intolleranze alimentari o finalizzati alla ricerca di carenze nutrizionali specifiche, possono rivelarsi molto importanti per affrontare olisticamente i sintomi di chi è affetto da “colite mucosa” o iperreattività viscerale: il miglioramento dei processi digestivi, grazie anche all’apporto di enzimi o sostanze nutritive che hanno il compito di supplire alle carenze o alle insufficienze funzionali presenti, sono in grado di migliorare il quadro infiammatorio presente a livello della parete intestinale.  Attraverso l’effettuazione di test funzionali, che utilizzano muscoli specifici come indicatori neurologici, e di protocolli precisi, è possibile identificare con chiarezza se, alla base di un malessere o di un quadro disfunzionale, ci siano alimenti in grado di creare stress al nostro corpo, o se sia necessario integrare l’alimentazione attraverso l’uso di sostanze specifiche.

Esiste una sostanziale differenza fra un’allergia ed un’intolleranza: lo scopo del test alimentare kinesiologico è di identificare gli alimenti stressogeni e non “manifestazioni atopiche”. Se una sostanza è biocidica, il nostro sistema nervoso ricorda le reazioni che si sono verificate al suo contatto: noi non siamo consapevoli di ciò che accade, ma il nostro cervello, le terminazioni nervose incaricate di “leggere” quello che avviene nell’organismo, sono in grado di registrare anche le più piccole variazioni, creando memorie di ciò che ci aiuta o che, invece, ci danneggia. Se invece parliamo di allergie, nessun test muscolare sarà mai in grado di “diagnosticare” un’allergia, perchè, innanzitutto, mancano i riscontri clinici oggettivi e, in seconda battuta, la finalità è quella di identificare aree di stress evidenziabili attraverso la risposta muscolare, che, in questo contesto agisce da indicatore neurologico.

Alla presenza di “intolleranze alimentari”, può essere opportuno, almeno temporaneamente, ridurre l’assunzione degli alimenti stressogeni, per permettere al corpo di ritrovare il proprio equilibrio; se il problema dell’intolleranza non è direttamente collegato alle caratteristiche chimiche o fisiche dell’alimento, se le manifestazioni di insofferenza nascono non dall’alimentazione, ma, viceversa, si manifestano solamente attraverso essa… il risultato sarà invariabilmente che diverremo “allergici” a tutto. Se non si offrono al corpo altri strumenti per gestire lo stress, se non si creano le condizioni ottimali di funzionamento, la semplice “astensione” dagli alimenti verso cui siamo intolleranti, si rivelerà meno efficace di quanto possiamo sperare.

francesco gandolfi

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risorse:
     → colite spastica: la Sindrome dell’Intestino Irritabile