Irritabilità Intestinale
e disbiosi:
il microbiota

ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2017 alle 12:01

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Candidosi

Tra i miceti, ha un ruolo preponderante la Candida Albicans, che, in situazioni fisiologiche, contribuisce con il pool microbico al lavoro metabolico ed alla trasformazione degli zuccheri: quando si verifica l’alterazione dell’ecosistema intestinale, si virulenta e da forma simbionte si trasforma in aggressiva, divenendo un vero nemico, insidioso e più pericoloso di quanto si possa pensare. La forma infettivo-tossica provoca la fermentazione dei carboidrati, con iperproduzione di gas intestinale: questo fenomeno è responsabile del gonfiore addominale e dell’eccessiva flatulenza, evento che determina lo spasmo viscerale reattivo, reo del dolore crampiforme tipico delle così dette “coliti”. Nelle forme più gravi, la fermentazione enterica produce alcool a catena corta che passando in circolo danneggia gravemente l’economia generale ed il fegato, raggiunto per via ematica.

La Candida è un organismo dimorfico, che utilizza la polifenia come strumento adattativo all’ambiente, potendo presentarsi in due forme biologiche: forma sporica (blastospora), caratterizzata da una forma rotondeggiante, ed una forma pseudo-ifica o ad ife, tipica della forma patologica, contraddistinta da una struttura allungata e tubolare, definita forma filamentosa; la variazione morfologica (conversione fenotipica) si accompagna ad un pleiomorfismo antigenico in grado di ingannare il sistema immunitario, capace di trasformare la Candida da un lievito saprofita mutualistico (forma sporica) ad un micelio infettante la parete cellulare (forma ifica), con uno spiccato trofismo per le mucose e gli epiteli.

La Candida, in forma sporica, è capace di diffondersi ed infettare per contiguità altri organi contigui all’intestino quali l’utero-vagina e la prostata, ma può diffondersi anche con meccanismo metastatico entrando nel circolo sanguigno per infettare organi distanti e particolarmente vulnerabili quale l’encefalo, i polmoni ed il cuore, rendendola presente ubiquitariamente nell’organismo umano, vista anche la sua azione simbiotica mutualistica con l’organismo; in presenza di fattori scatenanti, quali, ad esempio, cure antibiotiche o steroidee, stress, dieta ricca di carboidrati, si può verificare la mutazione morfologica vegetativa (forma a filamenti), che innesca reazioni locali, come la Sindrome dell’Intestino Irritabile o quella dell’Intestino Permeabile, o sistemiche per la presenza di metaboliti tossici prodotti dai fenomeni fermentativi. Il quadro clinico che si innesca è spesso autoriproducendosi, essendo le manifestazioni causa, ma allo stesso tempo, effetto del processo infettivo-infiammatorio.

Nell’ambito delle disbiosi, la Candidosi è comunque solo una delle possibili alterazioni dell’ecosistema intestinale, in quanto il microbiota può portare a fenomeni di superinfezione virale, batterica o parassitaria; ugualmente si può osservare la virulentazione di famiglie batteriche presenti normalmente nell’intestino: batteri normalmente presenti a livello dell’apparato gastro enterico, come quelli appartenenti alla famiglia dell’Escherichia o a quella dei Clostridi, che possono improvvisamente proliferare e trasformarsi da saprofiti utili all’organismo ad agenti patogeni, con gravi conseguenze per l’organismo.

francesco gandolfi

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risorse:

→ colite spastica: la Sindrome dell’Intestino Irritabile