Infiammazioni Intestinali
& Manipolazioni Viscerali

ultimo aggiornamento: 11 aprile 2017 alle 17:54

ad haerēre: un contatto che limita…

Il peritoneo è la membrana sierosa che riveste la superficie interna delle pareti della cavità addominale; è costituito da due foglietti continui: il peritoneo viscerale, che ricopre completamente il tubo digerente e gli organi adiacenti, ed il peritoneo parietale, che riveste con continuità la parete interna della cavità addominale. Delimita uno spazio virtuale (cavità peritoneale), in cui si trova una scarsa quantità di liquido sieroso che facilita il movimento reciproco delle strutture ventrali e favorisce lo scivolamento della parte mobile dell’apparato gastro-intestinale contro le pareti della cavità stessa. Oltre a rivestire gli organi endo-addominali, ne assicura anche la fissazione alle pareti mediante pliche (mesi), che rappresentano il peduncolo neuro-vascolare destinato all’organo corrispondente, o mantiene in relazione reciproca i vari organi, attraverso ispessimenti del peritoneo (epiploon).

Le infiammazioni gastro-intestinali o degli organi addominali, possono provocare trasudazione delle sierose: l’essudato sieroso può formare adesioni fra le superfici, con conseguente perdita della mobilità delle anse intestinali e delle strutture presenti nella cavità; normalmente il peritoneo, caratterizzato da una superficie scivolosa, priva di adesioni o imbrigliamenti, permette al contenuto pelvico-addominale di muoversi liberamente, seguendo i movimenti del corpo o della peristalsi intestinale garantendo una buona funzionalità dell’intestino stesso. Questi zone di stretto contatto fra le superfici dove i tessuti sierosi perdono la loro capacità di scorrere liberamente, sono definite aderenze, dal latino “adhaerēre”, cioè “essere attaccato”, “tirare a sé”.

aderenze intestinali

Le aree di coesione si formano nello stesso modo in cui si formano le cicatrici e sono costituite dallo stesso tipo di tessuto: sono fasci fibrosi che si stratificano fra le facce esterne degli organi e dei visceri, come conseguenza del processo infiammatorio. Il deposito di fibrina e la sua organizzazione in una trama fibrosa o fibrotica, comporta la creazione di adesioni fra zone anatomiche normalmente non collegate in modo stabile, limitando il movimento, la mobilità, la motilità e lo scivolamento reciproco delle superfici.

Il termine aderenza, infatti, viene utilizzato per indicare che segmenti di visceri, normalmente separati da uno spazio virtuale, sono unite da un tessuto che crea ex-novo, una struttura composta da parti adese, che si muove come se fosse un unico complesso. Queste micro-aderenze possono modificare la circolazione sanguigna o linfatica o alterare la risposta delle terminazioni nervose presenti all’interno dei tessuti intestinali, contribuendo ad attivare gli stimoli dolorosi.

Le aderenze viscerali e le restrizioni all’espressione del “respiro degli organi” (cioè al movimento ritmico, che organi e visceri esprimono dal momento del loro sviluppo fino alla morte), riducono la vitalità dell’organismo e aumentano il livello di sensibilità delle terminazioni nervose a livello dell’addome. Talvolta esiti cicatriziali da interventi chirurgici, laparotomie o laparoscopie possono fungere da trigger (stimoli scatenanti), innescando una serie di sintomi riconducibili alla sindrome dell’intestino irritabile.

Abdominal Adhesions

Poiché le persone affette da Sindrome dell’Intestino Irritabile hanno recettori con una soglia di attivazione molto bassa, che rispondono a piccolissime sollecitazioni e che trasferiscono al cervello le sensazioni dolorose, la ridotta mobilità o l’irritazione delle terminazioni nervose può essere responsabile dell’attivazione di una cascata di eventi che scatena i sintomi gastro-intestinali.

francesco gandolfi

continua → manipolare” gli “schemi di lesione (pagina 2)

risorse:
     → colite spastica: la Sindrome dell’Intestino Irritabile