Disturbi Disfunzionali Gastro-Intestinali: soluzioni possibili?

ultimo aggiornamento: 11 aprile 2017 alle 16:50

curarsi o prendersi cura?

La Sindrome dell’Intestino Irritabile può essere, a ragione, considerata come il prototipo delle “patologie” disfunzionali che colpiscono il sistema gastro-enterico: presenta un quadro fenomenologico estremamente eterogeneo, con manifestazioni che possono modificarsi in termini di espressione, di frequenza, di intensità … La severità dei sintomi può avere un effetto invalidante e, dopo poche settimane, presentare remissioni spontanee che consentono una vita normale.

secondo cervelloLa sovrapposizione dei quadri eziopatogenetici con altre “malattie” funzionali, spesso definite psicosomatiche, rende enormemente difficile delimitare la “sindrome” dalle sue consorelle; occorre considerare che la componente emotiva, che spesso si associa a espressioni fisiche di malessere, rende mutevole il quadro dei sintomi, creando ulteriore confusione…

Tutto ciò si ripercuote, ovviamente, sulle tecniche “terapeutiche” che possono essere utilizzate e che devono essere commisurate sia alla gravità del quadro clinico e semeiotico, sia alla durata delle stesse: possiamo affermare che più che “curare” una malattia che non esiste, sarebbe opportuno prendersi cura della persona che soffre di manifestazioni che esprimono un disagio somato-emotivo e delle esternazioni sintomatologiche che si presentano. Naturalmente è importante che sia stata esclusa, da parte di gastro-enterologi o clinici medici, la presenza di patologie organiche; si veda, per approfondimenti, Intestino Irritabile: “diagnosi” differenziale

Ovviamente nel caso in cui il quadro sintomatico sia molto grave, è opportuno un’interazione fra il kinesiopata (o altro professionista bio-naturale) ed un valido medico o, in alcuni casi, uno psicoterapeuta specializzato: pur dovendo prendere in considerazione, nei casi rilevanti, l’utilizzo di farmaci, in genere gli interventi sintomatici si rivelano, nel lungo periodo, palliativi che comportano, sovente, un peggioramento del quadro. Viceversa, l’utilizzo di tecniche non invasive, orientate alla risoluzione degli squilibri che sono alla base del malessere; il ricorso a metodologie in grado di ridurre lo stress somato-emozionale a cui è sottoposto il corpo possono sortire un miglioramento duraturo dei sintomi, incrementando la qualità di vita delle persone affette da questo tipo di disturbi. Prendersi cura della persona, dello stress che sta alla base dei processi disfunzionali, piuttosto che “curare” i sintomi, può rivelarsi una strategia vincente.

francesco gandolfi

continua → poliedricità dei segni – “terapia” eclettica… (pagina 2)

risorse:
     → colite spastica: la Sindrome dell’Intestino Irritabile

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