alvo

« Indice del Glossario

ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2020 alle 21:52

Dal latino ălvus ( → pancia, ventre, cavità): termine che indica il canale intestinale nel suo complesso o, per affinità, qualunque cavità o parte interna, con una similitudine al termine alveo del fiume (parte di terreno occupata da un corso o da uno specchio d’acqua; sinonimo di letto.); utilizzato anche per definire la funzione della defecazione.

Si parla di alvo regolare (o normalmente canalizzato, cioè aperto alle feci, ai liquidi e ai gas) quando non sono presenti squilibri della funzione intestinale e le modalità di eliminazione delle feci non risultano alterate. Le alterazioni che interessano l’alvo, si manifestano con irregolarità e modifiche nella frequenza o nella qualità dell’evacuazione: spesso, questi squilibri sono dovuti a cambiamenti delle abitudini alimentari, sedentarietà e situazioni di stress, ma possono rappresentare anche i primi sintomi di patologie più importanti, come accade, per esempio, nelle malattie infiammatorie croniche dell’intestino; le alterazioni dell’alvo che si prolungano nel tempo, possono causare seri problemi.

Le irregolarità dell’alvo possono manifestarsi con aumento e/o frequenza delle evacuazioni (diarrea → più di tre scariche il giorno) o diminuzione (stipsi → meno di tre a settimana); si può osservare una modifica del colore e della consistenza delle feci, impellente stimolo ad evacuare (incontinenza) o defecazione difficoltosa associata a forti dolori (tenesmo); dolori addominali intermittenti, in forma di crampi, con intensità e localizzazione variabile. Altri sintomi possono essere flatulenza, meteorismo bloating e sensazione di gonfiore; sintomi sistemici di accompagnamento mal di testa; dolori pelvici, mal di schiena e, nelle donne, dolori mestruali; stanchezza, scarso rendimento, talvolta obnubilamento del sensorio; disturbi del sonno; depressione e ansia, associati a senso di malessere generalizzato.

La presenza di dolore addominale acuto; nausea e vomito; stitichezza ad esordio improvviso con interruzione del transito di feci e gas (alvo chiuso); ritenzione fecale da oltre tre giorni (nei bambini); segni di disidratazione; presenza di sangue o pus negli escrementi; feci piccole, dure e compresse (fecalomi o coproliti); perdita di peso inspiegabile, sono elementi che devono far supporre la presenza di gravi patologie concomitanti.

L’alvo diarroico è contraddistinto da feci liquide o poltacee, con ripetuti episodi di defecazione nel corso della giornata: quest’alterazione può essere l’espressione di forme morbose, non necessariamente a carico dell’apparato digerente oppure manifestarsi in forma transitoria attribuibile a un eccesso alimentare, ad un’infezione come la gastroenterite virale o ad un’indigestione priva di gravi conseguenze.

Si parla di alvo stitico nel caso in cui si osservi un rallentamento del transito intestinale, con emissione difficile o infrequente di feci o diminuzione della quantità di quest’ultime, con una frequenza di evacuazione inferiore alle tre volte la settimana, con emissione di feci dure, asciutte, difficili da espellere.

La presenza di ostruzioni meccaniche (ileo meccanico) o patologie acute infiammatorie (ileo paralitico) possono portare alla manifestazione alvo chiuso alle feci, rendendo possibile soltanto l’espulsione dei gas intestinali nel primo caso e chiusura degli stessi nel secondo: entrambi i casi debbono essere considerati un’emergenza chirurgica.

« Indice del Glossario