fotofobia

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ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2018 alle 11:22

Dal greco φῶς (phôs → luce) φόβος (phobos → timore, paura): quando un’eccessiva quantità di luce penetra all’interno dell’occhio in presenza di fenomeni infiammatori (congiuntiviteuveite o cheratite), di danni corneali e/o retinici, oppure in presenza di incapacità da parte della pupilla di regolare il flusso di luce in entrata, spesso causata da stress cronico (flashing pupillare), si possono manifestare fenomeni di fotofobia, cioò iperestesia patologica alla luce. L’ipersensibilità è causata da una sovra-stimolazione dei fotorecettori retinici, da un’iperattivazione delle vie di trasmissione dell’impulso bioelettrico, da irritazione del sistema nervoso centrale (come nel meningismo) o ipereccitabilità delle zone sensitive (come nell’emicrania con aura); come conseguenza si manifesta avversione nei confronti della luce, senso di disagio o dolore. Il fenomeno è più frequente in chi ha gli occhi chiari o in persone sotto stress. La fotofobia può anche essere intesa come paura della luce: in questo caso si tratta di un’avversione di natura eminentemente psicologica.

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