vomito

« Indice del Glossario

ultimo aggiornamento: 15 agosto 2017 alle 0:23

Dal latino vomĕre (→vomitare); è detto anche emesi. Emissione rapida e forzata, attraverso l’esofago, il faringe e la bocca del contenuto stomacale, provocata dalla sovradistensione del ventricolo gastrico o da aerogastria o dalla presenza di sostanze sviluppatesi da un processo digestivo abnorme o per influenze eccitanti i centri nervosi capaci di provocare una reazione emetica. Talvolta si può manifestare l’emissione di materiale biliare o di origine intestinale, come alimenti o altre sostanze ingerite, succhi gastrici, muco, sangue, feci Atto riflesso difensivo, che interviene cioè senza alcuna partecipazione della volontà; si produce per una contrazione attiva dei muscoli della parete addominale e per una speciale attività motoria dello stomaco, diretta in senso opposto a quella che ha luogo nel normale processo della digestione gastrica (antiperistaltico): si verifica una chiusura energica dell’orifizio pilorico, seguita da contrazioni che si propagano verso l’alto, verso il corpo dello stomaco, mentre la regione del cardias si dilata e il contenuto è costretto a prendere la via dell’esofago. Si verifica la chiusura della glottide, per evitare che il materiale emetico invada le vie respiratorie. Il vomito, spesso, è preceduto da nausea e  accompagnato da pallore, aumento di sudorazione e salivazione, ipotensione e bradicardia. È frequente non solo nelle malattie dello stomaco, ma anche in affezioni di molti altri organi. Il vomito si distingue dal rigurgito, perché in quest’ultimo manca la contrazione dei muscoli addominali e del diaframma e il riflusso avviene per incontinenza del cardias o per alterazioni esofagee. L’atto del vomito è comandato dal Chemoreceptor Trigger Zone (CTZ) e dal centro del vomito, posti nell’area del tronco encefalico e  bulbo. Le sedi donde può originarsi lo stimolo emetico sono numerose: Sistema Nervoso Centrale, mucosa faringea e nasale, labirinto non acustico, mucosa gastrica e intestinale, peritoneo e altri organi addominali; processi morbosi che coinvolgono tali organi o strutture, o anche la loro stimolazione meccanica, possono provocare il fenomeno riflesso del vomito. In rapporto al materiale emesso si distinguono vari tipi di emesi: “vomito sine materia“, in cui non viene emesso alcun materiale, che viene normalmente chiamato conatovomito alimentare, costituito da cibi non interamente digeriti; vomito purulento, per svuotamento nello stomaco di raccolte purulente; vomito acquoso, in cui è presente quasi esclusivamente succo gastrico, in genere iperacido; vomito biliare, composto da muco gastrico e liquido biliare; vomito fecaloide, formato da materiale proveniente dai segmenti bassi dell’intestino tenuevomito fecale, in cui si ha emissione di materiale fecale, in caso di fistole tra il colon e lo stomaco; vomito emorragico o ematemesidi aspetto nerastro, se il sangue ha soggiornato un certo tempo nello stomaco, oppure rosso rutilante se è espulso come conseguenza di emorragia in atto. Si parla di vomito cerebrale, quando la causa è da ricercarsi in problematiche endocraniche (edema cerebrale, trauma cranio, tumori); emozionale (visione di eventi o episodi traumatizzanti, o la loro rievocazione) o psicogeno (da stimoli nervosi e spesso come indizio di rifiuto psicologico); vomito acetonemico, legato all’intossicazione da corpi chetonici nel sangue, che conferiscono all’alito un odore tipico. L’ulcera e il cancro dello stomaco provocano il vomito, soprattutto quando sia ostacolato il passaggio del contenuto gastrico nell’intestino, per un restringimento pilorico, sia esso di natura organico-strutturale (stenosi dell’orifizio pilorico), o di natura funzionale (da contrazione della muscolatura anulare del piloro). La perigastrite, le dispepsie acute o croniche danno luogo spesso a vomito in occasione di disordini dietetici; il vomito mattutino di liquido filante, emesso a digiuno, è proprio degli alcoolisti cronici. Molte malattie estrinseche allo stomaco causano frequentemente il vomito; fra esse la calcolosi biliare, la colecistite, l’appendicite, affezioni utero-ovariche, dislocazioni dei visceri addominali, alcune malattie organiche del sistema nervoso (meningiti, tumori cerebrali, tabe), le nefriti allo stadio uremico. Vi sono forme di vomito nervoso isterico; gli attacchi emicranici possono essere caratterizzati da emesi. Può essere provocato da stimolazioni varie, anche lievissime, alla base della lingua, sul palato o nella gola. Esistono anche il vomito abituale del lattante, dovuto a errori di alimentazione, riguardanti sia la preparazione dell’alimento sia le modalità di somministrazione, ed il vomito gravidico, in genere causato dagli ormoni della gravidanza o tossine prodotte dal feto. Il vomito ripetuto e irrefrenabile (iperemesi) provoca serie turbe dell’equilibrio idroelettrolitico (perdita di acqua, sodio e sali minerali).

« Indice del Glossario