aura

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Dal greco. αὔρα (àyra → soffio), il termine viene utilizzato come denominazione per inquadrare una costellazione di sintomi neurologici associati all’insorgere di una crisi epilettica o del manifestarsi di un attacco emicranico: in genere i prodromi includono alterazioni delle sensazioni visive, olfattive, uditive, creando quella che viene definita aura sensoriale; avvisaglie di interessamento della propriocettività o vere e proprie parestesie (aura sensitiva) o indicazioni che possono far sospettare alterazioni del controllo del movimento, che si mostrano con avvisaglie quali l’insorgenza di spasmi o movimenti automatici, come le fascicolazioni o i cloni (aura motoria); esiste anche un’aura psichica, caratterizzata dall’insorgenza di fenomeni psichici come il déjà-vu ed una aura viscerale, consistente in epigastralgie e crampi addominali. Interessante notare che il lemma aura veniva utilizzato per indicare sia il respiro che l’espressione del volto ma anche la radiazione vitale o il campo energetico che circonda il corpo. L’aura emicranica, a differenza di quella che si manifesta nell’epilessia, ha insorgenza lenta e graduale e non vi è quasi mai perdita di coscienza e convulsioni, mentre la componente sensoriale prende il sopravvento presentandosi, soprattutto, come alterazione della vista come lampi, opacità di una parte del campo visivo, flash scintillanti della durata di pochi minuti oppure la presenza di rumori uditivi o la percezione di odori sgradevoli. 

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