iperlacrimia

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ultimo aggiornamento: 15 maggio 2018 alle 16:58

Dal greco ὑπερ- (yper → prefisso che indica sopra, oltre) e δάκρυμα (dákryma → lacrĭma): disturbo caratterizzato dallo “straripamento” o “inondazione” delle lacrime, dovuto a eccessiva secrezione delle ghiandole lacrimali che può essere causata dall’utilizzo di farmaci (come la pilocarpina), o forti emozioni (fino a divenire psicogena); può dipendere da un’iperstimolazione dei riflessi trigeminali, in quanto il nervo lacrimale, ramo del nervo oftalmico (branca VI), può attivare, come conseguenza di processi irritativi o flogosi della cornea o della congiuntiva, i nuclei del nervo faciale, stimolando l’apparato lacrimale. Stimoli in grado di provocare iperlacrimazione possono essere il freddo, il vento, sostanze irritanti presenti nell’aria o corpi estranei nell’occhio. Anche la paralisi di Bell (paresi a frigore) può essere responsabile di fenomeni simili all’epifora che possono dare un quadro di “lacrime di coccodrillo“, con eccessiva produzione di lacrime, che può causare la sindrome dell’occhio acquoso, con conseguente disagio oculare e vista annebbiata o sfuocata. Attraverso la semeiotica kinesiopatica e l’uso dei test muscolari, la Kinesiologia Transazionale® è in grado di identificare le tecniche di riequilibrazione più indicate per affrontare il problema dell’iperlacrimia: di articolare interesse è la tecnica di normalizzazione del riflesso oftalmico, che, attraverso una semplice localizzazione terapeutica sul dacryon, permette di verificare se esiste uno squilibrio nella catena funzionale recettori cornalinervo lacrimale (nervo VI) – nervo facialeghiandole lacrimali.

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