fotorecettore

ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2020 alle 9:52

definizione

Detto anche fotocettore, il termine è composto da foto, dal greco ϕωτο (phōto → luce), e recettore, dal latino receptor (→ che riceve): elementi o organuli sensoriali destinati alla ricezione degli stimoli luminosi, che vengono trasformati in impulsi nervosi e avviati ai centri della visione situati nel sistema nervoso centrale; contenuti nello strato più esterno della retina, a contatto con l’epitelio pigmentato, sono rappresentati da particolari cellule nervose modificate, chiamati coni e bastoncelli. Nell’immagine i coni sono colorati in verde, mentre i bastoncelli in grigio chiaro.

struttura

I fotorecettori sono neuroni altamente specializzati, che hanno la funzione di trasdurre la luce che arriva sul fondo dell’occhio e a convertirla in segnali bioelettrici, inviati alla corteccia visiva del cervello attraverso il nervo ottico; sono suddivisi in tre parti:

⇒ segmento esterno – caratterizzato da strutture membranose, chiamate “dischi”, su cui sono posizionati i pigmenti che reagiscono allo stimolo dei fotoni: è in contatto con l’epitelio pigmentato, lo strato più esterno della retina che contiene un’elevata quantità di melanina per assorbire la luce che non è stata trattenuta dalla retina; ha la funzione di risintetizzare i pigmenti visivi e di facilitare il ricambio dei dischi;

⇒ segmento interno – caratterizzato dalla presenza degli organelli citoplasmatici indispensabili per il metabolismo (mitocondri, apparati di Golgi, reticolo endoplasmatico rugoso) ed il nucleo cellulare;

⇒ terminazione sinaptica – permette la trasmissione dei segnali dal fotorecettore alle cellule bipolari mediante sinapsi.

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