Sindrome dell’Occhio Secco

ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2017 alle 15:54

Detta anche Dry Eye Sindrome, è una patologia oculare che consiste in una riduzione quantitativa e/o in un’alterazione qualitativa del film lacrimale: si possono verificare, infatti, condizioni di ipolacrimia, cioè da ridotta produzione di lacrime, o dislacrimia, da eccessiva evaporazione. La ridotta produzione o l’eccessiva evaporazione delle lacrime procura danno alla superficie oculare esposta, in quanto vengono perse le caratteristiche pulenti e lubrificanti delle lacrime: il film lacrimale tende a “frammentarsi”, con conseguente esposizione alla disidratazione dell’epitelio corneale anteriore e della congiuntiva palpebrale. I sintomi più comuni sono sensazione di sabbia (corpo estraneo) nell’occhio, arrossamento, dolore, bruciore, fotofobia e comparsa di ulcere (nei casi molto gravi). L’occhio secco è più frequente nei quarantenni, in chi fa uso di lenti a contatto, in coloro che usano molto il videoterminale oppure sono esposti al sole e al vento; una della cause può essere la ridotta assunzione di vitamina A, l’uso di certe classi di farmaci (betabloccanti, antistaminici e antidepressivi) o la presenza di cicatrici o distrofie della superficie oculare. Tra le cause maggiori di occhio secco, oltre ai fenomeni legati alla senescenza, ci sono le patologie infiammatorie autoimmuni come l’artrite reumatoide, la Sindrome di Stevens-Johnson. Anche in presenza di stress, nei portatori di lenti a contatto, nella Visual Looming Syndrome, nella Sindrome di Sjögren si osservano forme di xeroftalmia: spesso, oltre all’integrazione nutrizionale, la “correzione dei riflessi oftalmici” o la “riequilibrazione dei riflessi oculomotori“, utilizzate in Kinesiologia Transazionale®, quando non ci siano quadri conclamati di avitaminosi, sono in grado di sortire notevoli benefici, riducendo il disagio e migliorando il trofismo oculare.

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